Gestione della gara tutt’altro che semplice per il giovane arbitro Crezzini in Milan-Sassuolo. Una direzione che ha lasciato parecchi dubbi, segnata da errori tecnici e disciplinari fin dalle prime battute e culminata in due episodi chiave che hanno inciso sul giudizio complessivo della prestazione.
Il primo errore arriva già al 2’: Saelemaekers interviene in scivolata, in ritardo, su Muharemovic, ma Crezzini sceglie di non ammonire il giocatore rossonero. Da lì in avanti la partita scivola via tra fischi tardivi, falli invertiti e una costante sensazione di insicurezza nella gestione dei contatti.
L’episodio più evidente arriva al 66’, quando viene annullato il gol del 3-1 di Christian Pulisic. L’arbitro ravvisa un presunto fallo di Loftus-Cheek su Candé: le mani dell’inglese si appoggiano sulla schiena dell’avversario, ma manca una spinta chiara e determinante. Il contatto è lieve e il gol sarebbe stato da convalidare.
Nel finale, altro episodio pesante nell’area rossonera: Pavlovic interviene in maniera sospetta su Cheddira, con una spinta che appare più che rivedibile. Anche in questo caso Crezzini lascia correre, negando al Sassuolo un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara.
Giusta invece la decisione all’87’ sul contatto tra Tomori e Laurienté: sul cross dalla destra, il difensore del Milan contrasta l’avversario senza commettere fallo, con il francese che conclude a lato.
Nel complesso, una prestazione insufficiente per Crezzini, incapace di tenere il controllo emotivo e tecnico della partita nei momenti decisivi.



