Milan, quattro passi indietro: atteggiamento, ritmo, attenzione e rigori di Maignan sotto accusa

Dopo settimane di crescita e risultati convincenti, il Milan inciampa contro il Pisa, mostrando segnali di involuzione in più aspetti chiave. La squadra di Massimiliano Allegri, brillante e solida nelle ultime uscite, è apparsa spenta, lenta e disattenta in un pareggio che sa di occasione sprecata.

Dall’atteggiamento iniziale alla gestione dei ritmi, fino ai cali di concentrazione difensiva e ai rigori non più parati da Mike Maignan, la prestazione rossonera a San Siro ha evidenziato quattro punti deboli che il tecnico dovrà affrontare subito per non rallentare la corsa scudetto.

1. Atteggiamento: approccio sbagliato e mancanza di cattiveria

Il Milan era reduce da un ottimo periodo: vittoria sull’Udinese, successi su Napoli e Fiorentina, e un buon punto con la Juventus. Contro il Pisa, però, l’approccio è stato tutt’altro che convincente.

“Ho visto segnali nel primo tempo”, ha ammesso Allegri a fine gara.

Dopo il gol lampo di Rafael Leao, la squadra ha abbassato l’intensità, quasi convinta di avere la partita in pugno. Il possesso palla del 72% nei primi 45 minuti si è rivelato sterile: pochi affondi, ritmo basso e nessun tentativo deciso di chiudere la gara. Nella ripresa, il Pisa ha alzato il baricentro e ha trovato spazi e fiducia, mentre i rossoneri hanno perso lucidità.

 

2. Ritmo: un Milan lento e prevedibile

Per lunghi tratti, Milan-Pisa è sembrata una partita addormentata. La squadra di Allegri non è riuscita a imprimere velocità né a sorprendere la difesa avversaria.

Il tecnico è stato chiaro:

“Bisognava essere più lucidi e veloci”.

In particolare, è mancato Christian Pulisic, solitamente decisivo nell’alzare il ritmo con le sue accelerazioni e i suoi dribbling. Senza l’estro dell’americano, il Milan ha faticato a creare superiorità numerica e a dare imprevedibilità alla manovra.

3. Attenzione: difesa distratta e blackout fatali

Il Milan, finora impeccabile nella propria area, è tornato ai vecchi errori di concentrazione. Il pareggio del Pisa, nato da un lancio di Akinsanmiro, ha messo in luce una difesa troppo scoperta e disattenta.

Anche l’episodio del braccio largo di De Winter in area ha dimostrato mancanza di lucidità nei momenti chiave.

“Sono i dettagli che fanno la differenza – ha ribadito Allegri – e su quei dettagli si costruisce una stagione”.

4. Maignan e i rigori: svanita la sicurezza dagli undici metri

Un tempo sinonimo di affidabilità totale, Mike Maignan non è più il portiere para-rigori che aveva incantato l’Europa. Da Salah a Berardi, da Depay a Kvaratskhelia, il francese aveva costruito una reputazione da specialista.

Ora, però, la tendenza è cambiata: l’ultimo rigore parato risale a oltre un anno fa, contro Moise Kean in Fiorentina-Milan. Contro il Pisa, Cuadrado lo ha spiazzato senza problemi.

“Lo sapevo che avrebbe incrociato”, ha commentato Allegri, consapevole di quanto il suo portiere debba ritrovare quella scintilla decisiva.

Il Milan resta in corsa per lo scudetto, ma il pareggio con il Pisa è un segnale d’allarme. Allegri dovrà lavorare sull’approccio mentale e sull’intensità, evitando che la squadra cada nella trappola dell’appagamento. Con Inter e Napoli pronte a risalire, ogni dettaglio potrà fare la differenza.

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