Milan lassù nonostante tutto: rosa corta, attacco a metà… ma i margini di crescita restano enormi

Il Milan continua a restare stabilmente nella parte altissima della classifica – primo, secondo o terzo cambia poco – e lo fa nonostante una lunga lista di “nonostante”. Perché questa squadra, pur rimanendo nel gruppo delle big del campionato, convive con limiti strutturali, assenze pesanti e diversi giocatori ancora lontani dal rendimento atteso. Ed è proprio questo il punto più intrigante: dove potrebbe arrivare il Milan se Allegri riuscisse a sistemare anche solo parte di ciò che oggi manca?La rosa è volutamente snella, scelta condivisa dal tecnico e dalla società in assenza di impegni europei. Ma il campionato ha dimostrato che basta qualche defezione – soprattutto di profili top come Pulisic o Rabiot – per far diventare la coperta cortissima. A gennaio servirà almeno un innesto, forse due, ma intanto Allegri dovrà lavorare per alzare il livello delle seconde linee: in un gruppo di soli 19 giocatori di movimento, nessuno può essere lasciato indietro.

Il vero punto di forza resta la fase difensiva: 7 clean sheet in 13 partite, muro solido davanti a Maignan e reparto che funziona come un orologio. L’attacco, invece, è ancora incompleto. Pulisic sta vivendo il miglior inizio di carriera, Leao cresce nel ruolo di centravanti, ma Gimenez e Nkunku sono ancora lontani dal loro potenziale. Il francese, in particolare, ha sprecato un’altra occasione contro la Lazio, in una partita in cui al Milan sono mancati aggressività sulla porta e concretezza. Quando Nkunku inizierà a carburare, però, sarà un’arma pesantissima.

Senza Pulisic, l’uomo di gol e idee, il Milan si è inceppato con Pisa e Atalanta; con la Lazio ha trovato comunque la vittoria. Ed è proprio questa capacità di andare oltre le assenze che dà fiducia ad Allegri: il gruppo riesce a resistere anche nei momenti più delicati.Tra i singoli, Fofana ha alternato intuizioni e incertezze: un coast to coast alla Theo nel secondo tempo contro la Lazio ha mostrato potenza e personalità, ma il clamoroso liscio davanti a Provedel racconta una mira ancora da sistemare. Se dovesse “aggiustare la scarpa”, il Milan si ritroverebbe un centrocampista capace di portare gol pesanti.

Capitolo Modric: nessuna critica possibile, ma quando cala un minimo si nota. Contro la Lazio e prima ancora a Bergamo ha commesso errori inusuali per lui. Eppure il Milan ha vinto comunque: se il Diavolo porta a casa i tre punti anche quando il Maestro non è brillante, significa che la struttura è forte.Il quadro finale? Un Milan già competitivo, ma con margini di crescita enormi. E questo, per Allegri, è il dato più incoraggiante.

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