Ardon Jashari si prende la scena e, in un’intervista, racconta il suo momento in rossonero: “Adesso mi sento al 100% e lavoro per giocare di più, così da aiutare la squadra a vincere”. Un messaggio chiaro, che sa di ripartenza dopo i mesi complicati legati all’infortunio estivo.
Arrivato a Milano con grandi aspettative, il centrocampista svizzero ha dovuto aspettare prima di mostrarsi con continuità: la frattura rimediata ad agosto lo ha tenuto lontano dal campo nella fase iniziale della stagione. Con il passare delle settimane, però, la condizione è cresciuta e le sue prestazioni hanno iniziato a farsi notare, come già visto nelle recenti uscite contro Como e Parma.
Il mercato, Bruges e la scelta Milan
Jashari torna anche alla lunga trattativa tra Milan e Bruges, spiegando quanto per lui sia stato decisivo arrivare in rossonero: un traguardo vissuto come un sogno realizzato. Il legame emotivo con il club emerge con forza: vestirsi di rossonero, racconta, è qualcosa che lo entusiasma ogni giorno e che lo spinge a dare tutto per rendere orgogliosi i tifosi.
L’obiettivo: tornare in Champions League
Sul piano degli obiettivi, Jashari non gira attorno al tema: la Champions League è il traguardo principale. Per il Milan significa tornare a vivere quelle notti europee che fanno la differenza e, per il gruppo, restare unito fino alla fine per centrare il piazzamento.
Il giudizio su Allegri e i modelli italiani
Nel suo racconto c’è spazio anche per Massimiliano Allegri, descritto come un allenatore capace di indicare la strada giusta: esperienza, mentalità e conoscenza di cosa serva davvero per competere e vincere. Infine, un passaggio più personale: Jashari rivela di aver seguito spesso il calcio italiano e di avere avuto come riferimenti campioni come Andrea Pirlo e Roberto Baggio, con una particolare ammirazione per lo stile di gioco di Pirlo.



