Il Milan si gode un Jashari sempre più “dentro” la manovra e, soprattutto, sempre più decisivo. Il segnale più evidente arriva da un gesto tecnico che fa rumore: quel lancio lungo e preciso che manda in porta Leao, una giocata da regista vero, da centrocampista capace di vedere (e trovare) linee che pochi vedono.
Il lancio per Leao è un manifesto: qualità e coraggio
Quaranta metri di calcio disegnati con naturalezza: non è solo un assist, è una dichiarazione d’intenti. Jashari non si limita a “fare il compitino”: si prende responsabilità, prova la giocata verticale e lo fa con personalità, come se il peso della maglia non lo sfiorasse.
Crescita mentale: “cattivo” quando serve
Oltre ai piedi, c’è un dettaglio che sta convincendo sempre di più: l’atteggiamento. Jashari abbina tecnica e intensità, alterna gestione e aggressività, recupera palloni e poi accelera l’azione con scelte rapide. In un Milan che ha bisogno di ritmo e presenza, questa doppia anima è un valore enorme.
Dove può giocare: mezzala o davanti alla difesa
La sua utilità aumenta perché può muoversi su più zolle: davanti alla difesa per dare ordine e protezione, oppure da mezzala per alzare la pressione e accompagnare l’azione. Un jolly tattico che aiuta l’allenatore a cambiare assetto senza stravolgere la squadra.
Un investimento che inizia a ripagare
Il Milan ha puntato forte su di lui: cifre importanti e aspettative alte. Dopo un periodo complicato, anche per via di un infortunio che ne ha rallentato la partenza, oggi Jashari sta trovando continuità e fiducia. E quando un centrocampista entra in questo “flow”, spesso è lì che diventa determinante con costanza.
Il modello “Modric”: ispirazione e ambizione
Il paragone è ingombrante, ma rende l’idea: Jashari ha un modo di stare in campo “da centrocampista totale”, capace di collegare reparti e di alzare il livello tecnico della squadra. Se continuerà su questa strada, il Milan potrebbe aver trovato un profilo chiave per presente e futuro.



