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    Milan-Inter, perché il tocco di braccio di Ricci non è rigore: la decisione di Doveri promossa dall’AIA

    Il finale di Milan-Inter ha riacceso il dibattito arbitrale per il tocco di braccio di Samuele Ricci in area, ma la linea dei vertici arbitrali è chiara: non è calcio di rigore. La decisione di Daniele Doveri di non assegnare il penalty viene considerata corretta dall’AIA, che promuove la gestione dell’episodio da parte dell’arbitro.

    Il caso ha fatto discutere per il momento della partita e per il peso specifico dell’azione, ma secondo la lettura arbitrale mancano gli elementi necessari per considerare punibile il contatto tra pallone e braccio.

    Perché il tocco di braccio di Ricci non è rigore

    La spiegazione tecnica ruota attorno a tre aspetti principali. Il primo riguarda la dinamica dell’azione: il pallone arriva sul braccio di Ricci in un movimento naturale e rapido, senza che il giocatore compia un gesto evidente verso il pallone.

    Il secondo elemento riguarda il volume del corpo. Secondo la valutazione arbitrale, la posizione del braccio non comporta un aumento significativo e punibile dello spazio occupato dal calciatore. Proprio questo dettaglio pesa molto nella decisione finale.

    Il terzo punto è il gesto di ritrarre il braccio, interpretato come un tentativo di togliere l’arto dalla traiettoria del pallone. Questo comportamento riduce ulteriormente la punibilità del tocco e rafforza la scelta di non concedere il rigore.

    L’AIA promuove Doveri dopo Milan-Inter

    Dopo la gara, i vertici arbitrali hanno confermato la bontà della scelta presa sul campo da Doveri. La lettura dell’episodio viene ritenuta coerente con le linee interpretative attuali sul fallo di mano, soprattutto nei casi in cui il contatto avviene in movimento e senza una postura giudicata innaturale.

    Per questo motivo, la prestazione dell’arbitro in Milan-Inter viene considerata positiva, almeno per quanto riguarda l’episodio più discusso del derby.

    Il confronto con altri episodi di giornata

    Nel dibattito arbitrale rientrano anche altri casi della giornata, con situazioni valutate in modo diverso. Alcuni episodi, come quello discusso in Genoa-Roma, vengono considerati più vicini alla punibilità e avrebbero meritato almeno un approfondimento al Var per chiarire il punto esatto dell’impatto.

    Questo confronto aiuta a capire perché il caso Ricci venga invece letto in modo meno severo: la dinamica, la distanza ravvicinata e il braccio in richiamo verso il corpo rendono l’episodio differente rispetto ad altri tocchi di mano più sanzionabili.

    La Penna verso il ritorno in Serie A

    Sul fronte arbitrale c’è anche un’altra novità: Federico La Penna è vicino al ritorno ad arbitrare in Serie A dopo due gare dirette in Serie B. Una scelta che segnala un possibile reinserimento nel massimo campionato a un mese dalle polemiche seguite a Inter-Juve.

    Il suo rientro rappresenta un altro tema importante nel quadro delle designazioni arbitrali, in una fase della stagione in cui ogni episodio viene osservato con grande attenzione.

    Conclusione

    Il caso del tocco di braccio di Ricci in Milan-Inter viene dunque chiuso, almeno sul piano arbitrale, con una valutazione netta: nessun rigore e decisione corretta di Doveri, promossa anche dall’AIA. La dinamica dell’azione, l’assenza di aumento del volume del corpo e il gesto di ritrarre il braccio sono gli elementi chiave che spiegano la scelta.

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