Milan, il mistero Gimenez: Allegri dice che la caviglia è a posto, allora perché sta fuori?

Doveva essere la sua settimana, invece anche la Supercoppa in Arabia Saudita ora è a forte rischio. Il caso Santiago Gimenez continua ad assumere contorni sempre più enigmatici. Perché anche ieri l’attaccante messicano si è allenato a parte a Milanello, nonostante da tempo lo staff medico ritenga la sua caviglia clinicamente recuperata.Il punto è proprio questo: la diagnosi ufficiale non c’è. Da oltre un mese e mezzo si parla genericamente di “problema alla caviglia”, senza comunicati né dettagli precisi da parte del club. Un silenzio che rende difficile capire la reale entità dello stop. Allegri, interrogato puntualmente sull’argomento, ripete sempre lo stesso copione: “Vediamo, speriamo di riaverlo presto”. E alla vigilia del Torino ha aggiunto una frase che ha acceso ulteriori interrogativi: “La caviglia è a posto”. E allora perché Gimenez non gioca?I numeri raccontano una storia diversa dalle attese. Il 28 ottobre, a Bergamo, Santiago aveva lasciato il campo dopo circa un’ora e si pensava a uno stop breve. Invece sono passate sei partite di campionato, due con la nazionale e più di quaranta giorni senza rientrare in gruppo. Nessuna data fissata, nessun segnale concreto di ritorno.

A inizio novembre era stato lo stesso Gimenez a spiegare la situazione via social: giocava da mesi con dolore alla caviglia, stringendo i denti per aiutare la squadra, finché il fastidio è diventato insostenibile. Da lì la decisione di fermarsi. Ma il dolore, evidentemente, non è mai sparito del tutto. E con esso si è aggiunto un aspetto meno visibile, ma altrettanto determinante: quello mentale.

Chi frequenta Milanello descrive un giocatore poco sereno, frenato non solo dal problema fisico ma anche dalla percezione del dolore e dalla paura di forzare. La testa, in questi casi, pesa quanto il corpo. E così il rientro continua a slittare, settimana dopo settimana.Nel frattempo, la stagione di Gimenez non ha aiutato. Nessun gol in campionato, diversi errori sotto porta e una squadra che, senza alternative vere al centro dell’attacco, ha dovuto adattarsi. Allegri lo ha sempre difeso, sottolineando il lavoro sporco che solo lui riusciva a garantire da centravanti puro. Poi, però, anche quell’apporto è venuto meno, fino allo stop definitivo.

In questo scenario si sono riaccese, inevitabilmente, le voci di mercato. A gennaio si torna a parlare di una possibile cessione, vista come soluzione da una parte della tifoseria per liberare spazio a un attaccante più incisivo. Ma la posizione di Gimenez e del suo entourage è netta: niente addio. Lo hanno ribadito sia il padre sia l’agente Rafaela Pimenta, escludendo qualsiasi rottura con il club.

Il tempo, però, stringe. Se Santiago dovesse saltare anche la Supercoppa – con la partenza per Riad fissata a breve e pochissimi allenamenti utili per rientrare in gruppo – la sensazione che la sua avventura in rossonero stia entrando in una fase critica diventerebbe difficile da ignorare. E a quel punto, opporsi a una cessione sarebbe molto più complicato.

Articoli correlati

Commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ultimi articoli