Un gol sfiorato, un palo colpito e quello sguardo perso nel vuoto: la fotografia di Santiago Gimenez contro il Bologna racconta più di tante parole. L’attaccante messicano ha avuto sulle spalle due occasioni clamorose per chiudere la partita, ma la lucidità è mancata e il morale sembra sempre più fragile.La differenza con la nazionale è evidente: lì segna, vince trofei (Concacaf Nations League e Gold Cup) e si esalta con reti di pregevole fattura, mentre in rossonero fatica a trovare serenità. L’inizio di stagione non lo ha aiutato: il mercato lo ha visto vicino a un possibile scambio con Dovbyk, ma alla fine è rimasto a Milanello come unico centravanti di ruolo in rosa.Contro il Bologna si sono visti i limiti di questo momento: un controllo sbagliato al 71’, una conclusione sul palo all’83’ dopo essersi allargato troppo, la sensazione costante di un giocatore frenato dalla tensione. Non solo demeriti: a Lecce il Var gli ha annullato un gol, e contro i rossoblù un intervento di Lykogiannis in area avrebbe potuto portare a rigore.Massimiliano Allegri, nel post-partita, lo ha difeso:>
“Ha fatto la miglior partita da quando sono qui. Deve restare tranquillo, i gol arriveranno”.



