Milan, con le “piccole” è un problema: già 11 punti persi in Serie A e scudetto a rischio

C’è un Milan che sa esaltarsi nelle notti dei big match e un altro che, contro le squadre di bassa classifica, fatica a trovare ritmo, lucidità e continuità. È il paradosso che sta accompagnando il campionato rossonero: impeccabile negli scontri diretti, ma troppo fragile quando la partita “obbliga” a fare gioco contro chi si difende basso e accetta di soffrire.

L’ultimo segnale è arrivato a San Siro contro il Genoa. Doveva essere l’occasione giusta per mettere pressione all’Inter, invece il Milan ha frenato ancora: gara bloccata, poche linee di passaggio pulite, una serie di interventi decisivi di Leali e un copione che si è ripetuto fino all’ultimo. I rossoneri hanno rimesso in piedi la partita con un colpo di testa di Leao, poi hanno rischiato di perdere tutto nel recupero, salvandosi grazie al rigore fallito da Stanciu.

Il dato che pesa è chiaro: contro avversarie di seconda fascia il Milan ha già lasciato per strada 11 punti. Un problema emerso subito, fin dalla prima giornata con la sconfitta interna contro la Cremonese, e mai davvero risolto. A questi inciampi si aggiungono i punti persi contro Parma in trasferta e i passi falsi casalinghi con Pisa e Sassuolo, risultati che stonano con la solidità mostrata contro Inter, Napoli e Juventus.

Capire dove nasca questo difetto non è semplice, nemmeno per un allenatore esperto come Massimiliano Allegri. La spiegazione più immediata riguarda la componente mentale: gli stimoli di un derby o di uno scontro diretto non sono gli stessi di una sfida contro una squadra che punta alla salvezza. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, perché spesso il problema è anche tecnico: contro blocchi bassi servono qualità nelle giocate decisive, velocità di circolazione, inserimenti continui e soprattutto cattiveria negli ultimi metri.

Anche contro il Genoa la partita ha offerto due facce. I rossoblù hanno interpretato bene il primo tempo per intensità e attenzione, mentre nella ripresa hanno abbassato il baricentro concedendo campo e possesso. È lì che al Milan serviva l’episodio tecnico, la giocata “spacca-partita”. Pulisic è stato il più lucido nel cercare la soluzione, Leao ha trovato il guizzo del pari, ma non è bastato per prendersi tre punti che, nella corsa scudetto, diventano fondamentali.

Se il Milan vuole restare agganciato al vertice, dovrà trasformare queste partite da calvario in routine: perché lo scudetto non si vince solo nelle notti grandi, ma soprattutto evitando di perdere terreno quando la classifica “impone” di fare bottino pieno.

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