Milan-Como a Perth, cresce l’incertezza: pressioni sulla Confederazione asiatica per dire no?

La partita Milan-Como a Perth, annunciata come evento storico per il calcio italiano, si trova oggi in una situazione di profonda incertezza. Secondo quanto riportato da The Guardian, la Confederazione asiatica del calcio (Afc) starebbe subendo “forti pressioni esterne” per non concedere l’autorizzazione necessaria allo svolgimento del match in Australia. La Uefa ha già espresso parere favorevole, ma ha sottolineato che si tratta di un’eccezione, non di una regola. Restano invece in sospeso i via libera della Fifa e della Federcalcio australiana, passaggi indispensabili per rendere ufficiale l’evento.

Le parole del presidente Gianni Infantino hanno contribuito a complicare il quadro: “Il tema delle gare di campionato disputate all’estero va regolamentato. La deregulation non aiuta nessuno, serve un sistema che tenga conto degli interessi di tutti”. Una posizione che lascia intendere prudenza e che potrebbe spingere la Fifa a bloccare l’esperimento. Lo stesso The Guardian parla di “seri dubbi” sull’effettiva possibilità che la Serie A disputi una partita a oltre 8.000 miglia da casa, segnalando come le probabilità si stiano riducendo di settimana in settimana.

Nonostante ciò, la Lega Serie A resta ferma sulla propria linea: nessuna intenzione di ritirare il progetto, ma piuttosto di attendere i pronunciamenti ufficiali e prendere atto delle decisioni. In via Rosellini si considera l’iniziativa una vetrina di grande impatto mediatico per l’intero movimento calcistico italiano. Tuttavia, le resistenze crescono, sia all’estero che in patria. In Spagna, ad esempio, la Liga ha dovuto annullare l’incontro tra Villarreal e Barcellona a Miami, aprendo un precedente che rischia di riflettersi anche sul caso italiano.

Tra i protagonisti, non sono mancate le critiche dirette. Adrien Rabiot ha definito il progetto “completamente folle”, attirandosi la replica stizzita dell’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, che ha invitato il centrocampista a “ricordare i soldi che guadagna grazie a questo sistema”. Anche Mike Maignan ha espresso la propria contrarietà, sostenendo che “si pensa troppo all’aspetto economico e si dimentica la componente sportiva: così si perde la possibilità di giocare una vera partita in casa”.

E in mezzo al caos, la voce più pragmatica è quella di Max Allegri, che alla vigilia di Milan-Pisa ha commentato: “Se si giocherà in Italia meglio, altrimenti ci organizzeremo per andare in Australia. È un incontro importante, ma serve equilibrio”. Un equilibrio che oggi sembra mancare, tra le spinte commerciali della Lega, le pressioni delle istituzioni internazionali e la crescente insofferenza dei protagonisti in campo.A tre mesi e mezzo dalla data fissata per il match, la sensazione è che il sogno australiano della Serie A possa arenarsi prima del decollo. Ma finché non arriverà una decisione ufficiale da parte dell’Afc e della Fifa, Milan-Como a Perth resta una partita sospesa tra business e burocrazia, simbolo di un calcio sempre più globale ma anche sempre più diviso sul proprio futuro.

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