Il Milan alza la voce dopo la partita contro il Como. A Milanello e in via Aldo Rossi, nelle ore successive al match, la frustrazione per alcune decisioni arbitrali ritenute penalizzanti ha portato il club a contattare i vertici dell’AIA: non una protesta formale, ma un segnale chiaro per chiedere maggiore attenzione e uniformità di giudizio.
Il nodo: l’intervento su Pavlovic e la gestione disciplinare
A far esplodere il malumore rossonero è soprattutto l’episodio legato a Pavlovic, colpito duramente alla tibia sinistra da un intervento che, secondo la lettura del Milan, meritava un provvedimento più severo. La scelta dell’arbitro Mariani di non estrarre neppure il cartellino (almeno giallo, secondo la società) ha lasciato strascichi pesanti, anche perché dal campo l’azione era apparsa subito dura e potenzialmente pericolosa.
Gli esami a cui si è sottoposto il difensore hanno chiarito l’entità del problema, alimentando ulteriormente l’amarezza per una valutazione ritenuta troppo permissiva.
Non è un caso isolato: i precedenti che pesano
Il club, però, non lega la propria presa di posizione a un solo episodio. Nella valutazione rossonera, nelle ultime settimane si sarebbero sommati altri errori e sviste: da situazioni di VAR non ritenute coerenti, fino a episodi contestati in campionato che avrebbero inciso sul cammino della squadra.
Tra i punti citati nel “dossier” rossonero ci sarebbero anche:
- un gol annullato in una gara finita poi in pareggio (episodio considerato determinante),
- un rigore non concesso in un altro match,
- e una gestione complessiva ritenuta poco uniforme sui contatti e sulle sanzioni.
Il contesto: equilibrio della dirigenza e richiesta di garanzie
In una fase definita turbolenta per la classe arbitrale, il Milan – secondo quanto filtra – avrebbe scelto la strada della responsabilità e dell’equilibrio, evitando dichiarazioni di fuoco davanti a telecamere e taccuini. Ma la chiamata ai vertici AIA va letta come un messaggio preciso: serve ridurre il margine d’errore e alzare il livello di tutela, soprattutto quando entrano in gioco interventi che possono portare infortuni.
Il club, insomma, chiede che certe situazioni non si ripetano e che il finale di stagione possa scorrere senza polemiche: meno veleni, più chiarezza, e decisioni più coerenti.



