Torino-Milan è stata una partita piena di colpi di scena, ma al di là dell’emozione il vero valore per Massimiliano Allegri è un altro: il tecnico torna dalla trasferta con quattro certezze in più sulle gerarchie e sul peso specifico di alcuni giocatori. Indizi che, a questo punto della stagione, diventano segnali utili per costruire continuità.
Ricci “primo cambio” a centrocampo: un segnale chiaro
La prima certezza riguarda Samuele Ricci. A Torino era partito dalla panchina, scelta che poteva lasciare un po’ di amaro, ma l’infortunio di Leao ha cambiato lo scenario: Landucci lo ha chiamato subito. Traduzione pratica: Ricci è la prima alternativa per le mezze ali, davanti anche ad Ardon Jashari, reduce da una buona prova in Coppa Italia con la Lazio.
Ricci ha risposto con un impatto positivo, confermando affidabilità e presenza. Resta il rammarico per un’occasione non sfruttata, ma la partita ha comunque consolidato il suo ruolo nelle rotazioni. Jashari, invece, è destinato a rivedersi presto, già dalle prossime gare.
Bartesaghi in crescita: personalità, cross e pericolosità
La seconda certezza è Davide Bartesaghi, che sembra aver fatto un altro step. A Torino è andato vicino al gol di testa in un momento delicatissimo: senza la grande parata di Israel, avrebbe potuto firmare una svolta nella gara.
Nel suo profilo Allegri vede cose sempre più utili: piede per il cross, ordine tattico, applicazione, fisicità e ora anche presenza offensiva sui palloni alti. Qualche sbavatura difensiva resta, ma il trend è chiaro: Bartesaghi sta guadagnando terreno nelle gerarchie, mentre Estupiñán per ora osserva.
Nkunku: momento difficile, ma nuove chance
Terza certezza: Christophe Nkunku è in difficoltà, soprattutto mentalmente, ma può ritrovarsi dentro la stagione. A Torino il primo tempo è stato complicato, poi nella ripresa è cresciuto insieme alla squadra nel momento migliore della rimonta. È un passaggio importante, perché in questo periodo Nkunku sembra vivere su un filo psicologico: sente la pressione e fatica a essere decisivo.
Il quadro, però, potrebbe offrirgli opportunità: Pulisic sta meglio, ma l’eventuale stop di Leao (se gli esami confermassero timori) aprirebbe spazi e minuti, dando a Nkunku nuove occasioni vicino a CP11. Spesso le stagioni degli attaccanti cambiano così: con una chance ripetuta nel posto giusto.
Loftus-Cheek jolly: la vera sfida è la continuità
La quarta certezza riguarda Ruben Loftus-Cheek, sempre più “jolly” per struttura fisica e duttilità. Nelle ultime uscite è stato utilizzato anche da esterno destro di centrocampo, ruolo non abituale ma teoricamente compatibile con le sue caratteristiche: progressione, tiro, impatto atletico.
Il nodo, per Allegri, non è cosa può fare Loftus-Cheek, ma quanto riesce a farlo con continuità, anche dentro le rotazioni: titolare, panchina, titolare; mezzala, esterno, attaccante atipico. Finora RLC ha reso soprattutto quando ha avuto sequenza e fiducia: riuscirci anche nei “dentro o fuori” sarebbe un salto di maturità.



