Materazzi sul sorteggio Mondiali 2026: “Girone Italia favorito, ma ai playoff serve zero paura. Se restiamo fuori è un fallimento”

Marco Materazzi commenta senza giri di parole il sorteggio di Washington per i Mondiali 2026 e guarda subito alla priorità: i playoff di marzo. Per l’ex difensore campione del mondo nel 2006, l’Italia si è ritrovata davanti un quadro potenzialmente favorevole, ma non c’è spazio per euforia o calcoli: “Il girone è abbordabile, però ora bisogna andarci al Mondiale”.

“Girone facile, ma prima due partite da vincere”

Materazzi mette l’accento sulla distanza tra l’Italia e la qualificazione: “Abbiamo due partite tra noi e il Mondiale e vanno vinte entrambe”. Il ricordo degli ultimi passi falsi, con l’eliminazione inattesa contro avversari alla portata, resta un monito: nei playoff ogni dettaglio può diventare decisivo.

Canada, Qatar e Svizzera: dove sono le insidie

Nel possibile Girone B, l’ex azzurro individua nel Canada l’avversaria più scomoda: giocare contro una nazionale ospitante significa affrontare un clima “da partita in casa” per gli avversari, con pressione e intensità più alte.

Attenzione anche al Qatar, secondo Materazzi, per motivazioni diverse: orgoglio nazionale, spinta ambientale e voglia di sorprendere. Quanto alla Svizzera, il pensiero torna all’ultima sconfitta europea che ha lasciato il segno, ma proprio per questo il match avrebbe anche il sapore della rivincita: tra le europee possibili, resta comunque un sorteggio “più morbido” rispetto ad alternative ben più complicate.

Cosa serve per passare i playoff: “Unità e coraggio”

Alla domanda su quale reparto possa essere determinante, Materazzi non sceglie tra difesa e attacco: per lui la chiave è una sola, il gruppo. “I ragazzi dovranno restare compatti e giocare senza paura”, perché in sfide secche e ad alta tensione il rischio è bloccarsi mentalmente, più che tecnicamente.

Gattuso e la spinta caratteriale

Materazzi conosce bene Gennaro Gattuso e sottolinea due aspetti: identità e carattere. Da allenatore, spiega, è uno capace di dare un’idea chiara alle sue squadre e di trasmettere grinta e concentrazione. E sul tema più delicato, aggiunge una frase netta: se l’Italia non dovesse qualificarsi, non sarebbe una questione di un solo uomo.

“Se non andiamo al Mondiale, qualcuno deve prendersi la responsabilità”

Il passaggio più duro riguarda l’eventualità di un’altra mancata qualificazione. Per Materazzi sarebbe un colpo pesantissimo: “Un fallimento del sistema”. E se l’Italia dovesse restare fuori per tre edizioni consecutive, servirebbe una presa di responsabilità pubblica: qualcuno, dice, dovrebbe “alzare il braccio” e farsi da parte.

Il ricordo del 2006: compattezza prima di tutto

Chiudendo, Materazzi richiama l’Italia campione del mondo in Germania: una squadra unita, “di amici”, con qualità e spirito comune. Un messaggio chiaro per gli azzurri di oggi: nei momenti che contano, la forza mentale e la compattezza possono valere quanto i talenti in campo.

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