Tra sostenibilità, progetti futuri e ricordi del passato, Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha affrontato diversi temi di attualità durante la presentazione del libro “Il calcio del futuro” di Stefano Boldrini, svoltasi all’hotel Principe di Savoia di Milano. Dal nuovo stadio al ruolo delle plusvalenze nel sistema italiano, fino a un aneddoto su Cristiano Ronaldo ai tempi della Juventus, il dirigente nerazzurro ha offerto una visione ampia e lucida sul calcio di oggi.
Nuovo San Siro, tempi e obiettivi
Marotta ha confermato i piani per la costruzione di un nuovo impianto: “Costruiremo uno stadio moderno ed ecosostenibile, che risponda a esigenze di sostenibilità, civiltà e senso etico. Siamo in una fase ancora interlocutoria, ma a novembre firmeremo il rogito per l’acquisizione dell’area del vecchio San Siro e delle zone limitrofe. Poi inizieremo la fase progettuale”.
Un passo atteso da tempo, destinato a segnare un punto di svolta per il club e per il calcio milanese. “Lo stadio dovrà essere un simbolo di modernità – ha aggiunto Marotta – un luogo vivo, non solo per le partite ma per tutta la città”.
Modric e il valore del calcio italiano
Il numero uno dell’Inter ha poi elogiato l’impatto di Luka Modric nel nostro campionato: “Non trovo preoccupante che un quarantenne giochi ancora ad altissimi livelli. Anzi, è uno spot positivo per il calcio italiano, un esempio per i nostri giovani. I ragazzi si innamorano del calcio guardando fuoriclasse così”.
Marotta, però, non ha nascosto le difficoltà strutturali del sistema: “Il nostro campionato non è più l’Eldorado di una volta. Oggi è un torneo di transizione. Le big italiane spendono al massimo 30-35 milioni per un giovane, mentre il Real Madrid ne investe 70 per un 2006 come Mastantuono. Senza plusvalenze, club come Inter, Milan e Juventus non riuscirebbero a chiudere bilanci sostenibili”.
Un divario, ha sottolineato, acuito anche dalla disparità nei diritti tv: “I diritti internazionali della Premier valgono quattro volte i nostri. Loro incassano 3 miliardi, noi al massimo 200 milioni. È un problema strutturale che limita la nostra competitività”.
Algoritmi e l’aneddoto su Ronaldo
Infine, uno sguardo all’evoluzione del calcio moderno e all’uso crescente dei dati e degli algoritmi nella valutazione dei giocatori. “Oggi l’algoritmo è un aiuto importante ma non può sostituire il giudizio umano. Ti dà indicazioni, ma la scelta finale resta una questione di sensibilità e di esperienza”.
In questo contesto, Marotta ha ricordato i tempi alla Juventus e il perfezionismo di Cristiano Ronaldo: “Cristiano analizzava tutto, persino le bottiglie d’acqua. Andava dal medico per chiedere cosa contenessero, le proprietà di ogni elemento. È anche grazie a questo approccio maniacale che, a 39 anni, è ancora un campione”.



