Marotta: “Chivu è il nostro allenatore, Esposito può diventare un campione. Sullo stadio serve realismo”

Dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Marketing e Mercati Globali all’Università Bicocca di Milano, l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha toccato i principali temi di attualità nerazzurra: dal futuro di Cristian Chivu e Pio Esposito, fino al nodo stadio e alla trasparenza della proprietà.Sul tecnico nerazzurro non ha avuto dubbi: “Chivu ce lo teniamo strettissimo. Non è un ragazzino, ha esperienza, competenza e incarna il senso di appartenenza interista. I giudizi negativi non corrispondono alla realtà: siamo molto soddisfatti di lui e non ci sarebbe alcun motivo di cambiare in corsa”.

Capitolo giovani: spazio a Pio Esposito, ormai stabilmente nelle rotazioni della prima squadra. Marotta ha voluto spegnere eccessive pressioni: “È del 2005, quindi giovanissimo. Ha tutte le caratteristiche tecniche, atletiche e umane per diventare un campione. Ma il percorso è lungo, serviranno umiltà e passione”.

Sul tema stadio, l’ad interista ha ribadito una linea di realismo: “San Siro non risponde più alle esigenze regolamentari e di modernità. Milano deve avere il suo stadio, ma se il Comune dovesse dire no, valuteremo altre soluzioni. Sarebbe un dolore lasciare la città”.Infine, due messaggi chiari: su Oaktree, la proprietà del club, ha difeso la trasparenza e i piani di investimento per oltre 100 milioni sulle strutture; su Ausilio, tentato dall’Arabia, nessun dubbio: “Ha il Dna dell’Inter e il suo futuro non sarà lontano da Milano”.

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