Un urlo liberatorio, una bottiglietta scagliata a terra e un’esultanza che ha fatto il giro del web. Cristian Chivu, solitamente pacato e riflessivo, ha reagito così al gol di Pio Esposito, mostrando un lato passionale che fino a oggi aveva sempre tenuto nascosto.
Non è solo gioia sportiva: dietro c’è un legame speciale. Chivu aveva già difeso pubblicamente Lautaro ad Appiano, ora ha esultato con trasporto per un talento che considera unico. “Ha sorpreso anche me — ha detto a fine partita — ma non dimentichiamoci che è un ragazzo del 2005. Si parla tanto di lui, deve restare con i piedi per terra”.
Il rapporto tra i due nasce da lontano. Nel 2023, proprio a Cagliari, Chivu affidò a Pio la fascia di capitano della Primavera per “testare la sua stoffa”: Esposito rispose con una tripletta. Due anni dopo, nello stesso stadio, ha firmato il suo primo gol in Serie A. Una storia di fiducia reciproca, che spiega quell’urlo disumano e quell’esultanza così carica di significato.



