Lorenzo Musetti, finale amara a Chengdu: sfuma il titolo al tie-break contro Tabilo

CHENGDU – Sfumano sul più bello i sogni di gloria di Lorenzo Musetti al torneo ATP 250 di Chengdu. Il tennista azzurro, dopo due match point a disposizione, è stato sconfitto in finale dal cileno Alejandro Tabilo con il punteggio di 3-6, 6-2, 7-6(5). Una battuta d’arresto che lascia rimpianti, ma che allo stesso tempo consegna punti preziosi nella corsa verso le ATP Finals di Torino 2025.

Musetti spreca due match point

Musetti aveva iniziato forte, conquistando il primo set con solidità. Nel secondo, però, Tabilo ha alzato il ritmo e ha riportato la sfida in equilibrio. La battaglia decisiva è stata nel terzo set, dove Musetti ha avuto due occasioni per chiudere sul 6-5: fatale un errore gratuito di rovescio sul primo match point. Al tie-break il carrarino era avanti 4-1, ma il cileno ha rimontato con aggressività e coraggio, portando a casa il successo.

I numeri di Musetti e la corsa alle Finals

Nonostante la sconfitta, il percorso in Cina regala a Musetti punti fondamentali per il ranking. L’azzurro sale a 3235 punti, superando Alex De Minaur nella Race e consolidando l’ottava posizione, ultima valida per qualificarsi alle Finals. Restano però minacce importanti: Auger-Aliassime (2705), Rublev (2410) e Bublik (2395), in grande crescita dopo il titolo a Hangzhou.

La situazione di Novak Djokovic, che potrebbe non disputare Torino, e l’infortunio che ha messo fuori gioco Jack Draper, aprono ulteriormente lo scenario per il carrarino. Con due Masters 1000 ancora da giocare, il sogno Finals resta assolutamente vivo.

Tabilo, un talento ritrovato

Nonostante il ranking basso (n.112 ATP), Alejandro Tabilo ha dimostrato a Chengdu tutto il suo valore. Reduce da un periodo difficile e da diversi infortuni, il cileno ha eliminato avversari di spessore come Darderi e Nakashima, confermando di avere colpi e personalità da top player. La vittoria in finale contro Musetti rilancia definitivamente la sua carriera.

Per Lorenzo Musetti resta il rammarico di un’occasione sfumata, ma anche la consapevolezza di essere sempre più vicino all’élite mondiale. Torino non è mai stata così a portata di mano.

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