Charles Leclerc è arrivato al suo settimo anno in Ferrari con un bagaglio di esperienza, talento e delusione. Dopo il 2024 chiuso da protagonista, con tre vittorie e un Mondiale sfiorato fino all’ultima gara, il 2025 si è rivelato un anno di grandi difficoltà: nessun successo in sedici Gran Premi, solo cinque podi e la sensazione di vivere una stagione di transizione. La Ferrari è sì seconda nel Mondiale Costruttori, ma lontana dalla Red Bull di Verstappen e dalle due McLaren, ormai avversari costanti per la vittoria.
Dopo il GP d’Italia, chiuso con un quarto posto fuori dal podio, Leclerc ha parlato con grande franchezza: “Non avevo molta fiducia di vincere un GP prima di Monza e non ce l’ho neanche adesso. Questa gara non ha cambiato molto”. Parole che fotografano la frustrazione di un pilota che sente il peso delle aspettative e di una carriera che ancora non gli ha regalato il titolo tanto atteso.
L’ossessione di Leclerc è chiara: vincere un Mondiale con la Ferrari. È un sogno che lo accompagna fin da quando è arrivato a Maranello, ma che ogni anno sembra sfuggirgli. Intanto i suoi rivali crescono: Verstappen ha già collezionato quattro titoli, Norris e Piastri si giocano vittorie e podi, mentre giovani come Antonelli si affacciano con forza in Formula 1.
Il futuro del monegasco è legato a doppio filo al 2026, anno del nuovo regolamento tecnico che promette di ridisegnare la gerarchia della griglia. Nel rinnovo pluriennale firmato a inizio 2024 sono infatti presenti clausole legate alle prestazioni della Ferrari: se la Rossa non riuscirà a presentarsi competitiva nella nuova era, lo scenario di un addio non sarà più solo un’ipotesi lontana.
Leclerc attende e resiste, continuando a dare tutto in pista. Ma la domanda resta: la sua pazienza e la sua fedeltà saranno sufficienti se nel 2026 la Ferrari non sarà in grado di lottare per il Mondiale?



