Alla Fiera di Milano, in occasione dei Gazzetta Sport Awards, Lautaro Martinez si prende la scena con parole forti e personali. Premiato come Performance dell’anno 2025, il capitano dell’Inter mostra un volto diverso da quello visto in campo: sorridente, ironico, ma anche diretto quando si parla di risultati, ambizioni e futuro.
“Fuori dal campo sono allegro, in campo penso solo a vincere”
Lautaro chiarisce subito la differenza tra vita privata e partita: lontano dalle tensioni del calcio è una persona serena, ma quando si entra nella routine di allenamenti e gare cambia tutto. Dal momento in cui sale sul pullman fino al ritorno a casa, l’obiettivo è uno solo: fare il bene della squadra e vincere.
Inter-Liverpool e rigore contestato: “Così non si giocherebbe mai”
Tornando alla sconfitta contro il Liverpool, Lautaro non nasconde la delusione. Il tema centrale è il rigore assegnato agli inglesi: per il capitano nerazzurro è stata un’ingiustizia. Il concetto è netto: se si fischiassero sempre rigori per trattenute simili, le partite diventerebbero ingiocabili. L’Inter, spiega, è delusa ma più che arrabbiata: quando ritieni di perdere per un episodio arbitrale, “c’è poco da fare”.
“Con Chivu stiamo crescendo. Serve tempo”
Il capitano assicura che lo shock della finale persa (citando Monaco) è stato assorbito: le sconfitte fanno male, ma aiutano a crescere. E soprattutto difende il percorso con il nuovo tecnico: Cristian Chivu sta portando energia e, anche se da fuori non sempre si vede, dentro al gruppo c’è la convinzione di migliorare giorno dopo giorno.
“Mai stato così forte”: numeri e mentalità
Lautaro si dice convinto di essere in uno dei momenti migliori della carriera: “Credo di non essere mai stato così forte”. Il motivo? Lavoro quotidiano e voglia di migliorare sempre. I numeri lo confermano: gol e record personali che continuano ad aggiornarsi. Ma il capitano sottolinea soprattutto il valore del percorso: risultati che arrivano come “premio” per il lavoro, anche pensando alle difficoltà vissute da bambino e al ruolo fondamentale della famiglia.
Critiche e psicologo: “Mi ha aiutato a gestire tutto”
Lautaro affronta anche un tema delicato: le critiche. Dice di non esserne sorpreso, perché fanno parte del gioco quando le aspettative sono alte. La chiave è saper gestire i momenti difficili. In questo percorso, racconta, è stato importante affidarsi a uno psicologo, scelta che lo ha aiutato a mantenere equilibrio e serenità.
Obiettivi Inter: “Scudetto o Champions? Non scelgo”
Alla domanda su cosa preferire tra scudetto e Champions, Lautaro non fa gerarchie: vuole arrivare in fondo a tutte le competizioni. Rivendica il valore del percorso recente dell’Inter, ricordando che non è scontato arrivare così in alto a livello europeo.
Futuro: “Voglio restare all’Inter a vita”
La chiusura è una dichiarazione d’amore nerazzurra. Lautaro ribadisce di stare bene a Milano con la famiglia, di aver messo radici e di non avere motivi per andarsene: “Voglio restare all’Inter a vita”. Una promessa da capitano, con il sorriso di chi si sente a casa.



