Lautaro, il Globe-Trotter dell’Inter: in 6 mesi ha quasi triplicato la circonferenza del mondo

Lautaro Martínez non è solo il capitano dell’Inter: è il simbolo perfetto del calciatore moderno, sempre in volo tra un continente e l’altro. Dall’inizio della sua stagione il Toro ha già percorso quasi 107.000 chilometri, senza contare gli spostamenti per le partite di Serie A e Champions League con i nerazzurri.

Nel calcolo rientrano il Mondiale per Club negli Stati Uniti – che di fatto ha cancellato qualsiasi vero stacco tra la scorsa stagione e quella attuale – e soprattutto i continui viaggi intercontinentali per rispondere alle convocazioni della nazionale argentina: Cile, Argentina, Ecuador, USA, oggi persino l’Africa per l’amichevole con l’Angola. E all’orizzonte c’è già Doha, per la “Finalissima” tra la Spagna campione d’Europa e l’Albiceleste regina di Coppa America.

Per avere un’idea dell’impresa: la circonferenza della Terra è di circa 40.000 chilometri. In meno di sei mesi Lautaro l’ha quasi triplicata, tenendo comunque Milano come baricentro della propria vita sportiva e personale. Nonostante la fatica, il capitano nerazzurro non ha mai pensato di dire no al ct Lionel Scaloni, nemmeno per le amichevoli sulla carta più sacrificabili.

Questo chilometraggio folle spiega anche alcune fasi meno brillanti sotto porta, qualche partita con gambe e testa appesantite e certi episodi di nervosismo che emergono nei momenti più delicati. Ma puntualmente, dopo due o tre gare al massimo, Lautaro torna a fare ciò che sa meglio: segnare, trascinare, prendersi sulle spalle Inter e Argentina.Tutto nasce dagli strascichi di una stagione estenuante, chiusa con la cocente delusione di Monaco di Baviera contro il PSG. Poi una serie di scosse: l’addio di Simone Inzaghi, l’arrivo in panchina di Cristian Chivu, le polemiche a distanza con l’ex compagno Calhanoglu, il Mondiale per Club concluso con l’eliminazione contro il Fluminense e pochissimi giorni di pausa prima di ripartire.

In mezzo a questo vortice, c’è sempre una costante: Lautaro. Sempre titolare, sempre protagonista, sempre in viaggio. L’Inter non rinuncia mai al suo capitano, l’Argentina neppure, nemmeno contro Angola, Portorico o Venezuela o nelle qualificazioni al prossimo Mondiale. È nella natura del Toro: tenace, testardo, affidabile e leale. Rinunciare a qualcosa, che sia una convocazione o una partita, non fa parte del suo vocabolario.

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