L’esonero di Igor Tudor ha scosso l’ambiente juventino, restituendo alla squadra quella cattiveria e compattezza che mancavano da tempo. La vittoria contro l’Udinese, dopo otto partite senza successi, è andata oltre il semplice risultato: ha segnato la fine degli alibi per i calciatori e l’inizio di una nuova fase, quella in cui la responsabilità è tornata a essere collettiva. L’effetto è stato immediato, come spesso accade quando un gruppo ritrova la voglia di reagire. Ora, però, servirà continuità — e toccherà a Luciano Spalletti, atteso sulla panchina bianconera, trasformare questa scintilla in un percorso solido e costante.
Spalletti e la nuova Juve: tra cattiveria e duttilità tattica
Nella partita vinta con Brambilla in panchina, la Juve ha mostrato rabbia, convinzione e spirito di squadra. Kostic e Openda hanno dato vivacità, Vlahovic e Yildiz segnali incoraggianti. Spalletti eredita una squadra in fiducia e in crescita, convinto che l’organico sia competitivo, soprattutto quando rientrerà Bremer. Il tecnico toscano, noto per la sua duttilità tattica, potrebbe presto valutare il passaggio alla difesa a quattro e un nuovo ruolo per Yildiz, magari più largo e creativo. La classifica sorride: la Juve è tornata a ridosso della zona Champions, a soli sei punti dalla vetta e tre da Inter e Milan. La base psicologica è solida: ora serve consolidarla.
Roma e Inter: esperimenti e risposte convincenti
In testa, la Roma di Gasperini continua a sorprendere, raggiungendo il Napoli al primo posto. Il tecnico giallorosso sta sperimentando in attacco: dal falso nove Dybala al centravanti fisico Dovbik, passando per trequartisti e soluzioni offensive ibride. I segnali arrivati contro il Parma — due gol e una prestazione in crescita — fanno ben sperare in vista del big match di San Siro contro il Milan, che potrebbe diventare uno snodo cruciale per la corsa scudetto. L’Inter, invece, ha reagito da grande dopo la sconfitta di Napoli: vittoria netta sulla Fiorentina, dominio nel gioco e concentrazione per novanta minuti. Chivu ha testato Bisseck come centrale difensivo, un esperimento interessante in vista del futuro, mentre Susic ha incantato con una giocata degna dei grandi del passato.
Nel frattempo, la Fiorentina sprofonda e Pioli rischia grosso, così come il ds Pradè dopo un mercato turbolento. In coda, il Torino conferma la crescita e blocca il prolifico Bologna, mentre Como e Cremonese continuano a volare, rendendo ancora più incerta una Serie A in cui ogni settimana può riscrivere le gerarchie.



