Dalla California, dove il sole splende e il clima è tutt’altro che europeo, Jurgen Klinsmann osserva e analizza il momento dell’Inter. L’ex attaccante nerazzurro, oggi commentatore per ESPN, ha seguito con attenzione sia il derby che la sfida di Champions contro l’Atletico Madrid. E la sua lettura è chiara: niente allarmismi, l’Inter di Chivu sta costruendo qualcosa di importante.
Klinsmann parte da una convinzione: “Splenderà presto il sole anche sull’Inter”. Le sconfitte recenti non gli fanno cambiare giudizio. Per l’ex bomber, la squadra ha un’identità precisa, crea molto ma paga a caro prezzo ogni minima distrazione, soprattutto sui calci piazzati: «Non è un problema di qualità, ma di dettagli mentali. In certi momenti devi essere aggressivo e concentrato: se ti distrai, perdi partite come al Metropolitano».
L’ex centravanti nerazzurro approva la filosofia di Chivu: un calcio più moderno, proattivo, basato sul pressing e sull’occupazione offensiva degli spazi. «L’Inter rischia qualcosa, ma è normale quando cambi pelle. L’equilibrio arriverà col tempo. Il progetto è chiaro e il lavoro dell’allenatore è molto positivo».
E proprio su Chivu, Klinsmann ha idee chiare: «È diretto, sincero, non cerca di compiacere nessuno. Insegue la vittoria, non la paura di perdere. In Italia è un modo di pensare diverso, ma è quello giusto».
Capitolo giovani. Klinsmann difende Pio Esposito nonostante l’errore che ha portato al gol dell’Atletico: «Lasciatelo sbagliare, lasciatelo giocare. Ha talento e un fisico devastante. Chivu fa bene a insistere».
Poi la riflessione su Lautaro Martinez: «Va protetto. Segna tanto, si prende responsabilità enormi e vive momenti in cui la palla non entra. È normale. Ma “problema” e “Lautaro” non possono stare nella stessa frase. È una benedizione per l’Inter».Infine, una nota su Bisseck, sorprendentemente in crescita: «Lo vedo da Nazionale. Con quella corsa e quel passo, perché non provarlo anche da esterno ora che manca Dumfries?».
Per Klinsmann, l’Inter non deve snaturarsi, ma solo continuare a credere nel percorso. Le idee sono chiare, la strada anche. Serve solo voltare pagina. E farlo insieme.



