Kakà non ha mai smesso di sentirsi “di casa” a Milano. L’ex Pallone d’Oro è tornato a parlare del Milan, della crescita della squadra e soprattutto del derby contro l’Inter, che arriva in un momento delicato e potenzialmente decisivo per la corsa in Serie A. Il messaggio è chiaro: i rossoneri possono crederci, anche in ottica scudetto.
Kakà e il legame con il Milan: “Una storia d’amore”
Ricardo Izecson dos Santos Leite è rimasto Kakà per il mondo, ma a Milano – dice lui stesso – è diventato soprattutto “Ricky”. Il legame con il club non si è mai interrotto: dopo l’esperienza al Real Madrid e una carriera piena di titoli, l’ex campione rossonero ha continuato a seguire da vicino il Milan, con l’idea – non nascosta – che un giorno possa esserci un nuovo capitolo in rossonero, magari da dirigente.
Anche perché i rapporti con l’ambiente restano forti: Kakà racconta di sentirsi ancora in contatto con diversi ex compagni e figure storiche del club, un filo diretto che tiene viva la sua “milanesità”.
Derby Milan-Inter: “Sensazione buona, si può fare”
Il punto centrale è il derby. Kakà lo vive da tifoso e da ex protagonista che sa quanto la stracittadina possa cambiare umore e destino di una stagione: una partita che la città vive prima, durante e dopo. E anche per questo, pur riconoscendo le difficoltà di classifica, l’ex rossonero rilancia: il Milan può battere l’Inter e avvicinarsi.
Secondo Kakà, il tema è mentale prima che tecnico: finché è possibile, bisogna crederci. E un derby vinto può dare energia e convinzione, oltre a rimettere pressione a chi sta davanti.
“Scudetto? È dura, ma io ci credo”
La distanza in classifica pesa, ma Kakà invita a non chiudere i discorsi troppo presto. Nel calcio – sottolinea – ha visto ribaltoni e stagioni cambiare faccia in poche settimane. L’idea è semplice: se il Milan trova continuità, può rimettersi in corsa e rendere la volata più interessante.
E, da ex simbolo, sposta anche l’attenzione sui dettagli: non basta “giocare bene”, servono risultati. In partite che sembrano alla portata, il Milan deve portare a casa punti pesanti.
Allegri e il “jogo bonito”: risultati e identità
Kakà non entra nella polemica, ma tocca un tema sempre caldo: spettacolo vs concretezza. Da brasiliano conosce bene il dibattito sul “jogo bonito”, però ricorda che nel calcio contano i risultati e che la via giusta è provare a unire entrambe le cose. Il punto positivo, per lui, è vedere un Milan competitivo, di nuovo stabilmente ai piani alti.
Chivu e l’Inter: “Una sorpresa positiva”
Spazio anche a uno sguardo sull’altra sponda. Kakà parla dell’Inter e del suo percorso recente, citando Chivu come figura che lo ha positivamente colpito: una squadra solida, cresciuta nel tempo, capace di allargare i propri orizzonti e di restare dentro le partite con personalità.
Modric, l’uomo derby secondo Kakà
E poi c’è il nome che accende il derby: Luka Modric. Kakà lo conosce dai tempi di Madrid e lo descrive come un giocatore “fuori scala” per entusiasmo, leadership e qualità tecnica. Uno che, anche con un palmarès enorme, continua ad avere fame e a trascinare chi gli sta intorno.
Per Kakà, Modric può essere l’uomo decisivo del derby Milan-Inter: l’esperienza e la classe nei momenti chiave contano, e in una partita così tesa possono fare la differenza.
“Toglierei un uomo all’Inter: Thuram”
Nella parte finale dell’intervista, Kakà si presta anche al classico giochino da derby: “togli un giocatore agli avversari”. La risposta, secca, è prima su Lautaro, ma con una precisazione immediata: visto il problema fisico dell’argentino, la scelta ricade su Marcus Thuram, considerato il riferimento più pericoloso da disinnescare.
“L’uomo derby del Milan? Modric. Ma occhio a Pulisic e Leao”
Alla domanda speculare sul Milan, Kakà non ha dubbi: Modric. Subito dopo però aggiunge altri due nomi che possono spostare gli equilibri: Pulisic, per impatto e qualità nelle transizioni, e naturalmente Leao, che resta il giocatore in grado di accendere la partita con una giocata.
Modric resta o va? “La scienza allunga la carriera”
Infine, un passaggio sul futuro: Kakà riflette su quanto oggi preparazione e scienza sportiva aiutino a gestire recuperi e carichi, permettendo a campioni come Modric di prolungare la carriera. Se il fisico regge, spiega, non sarebbe sorprendente vederlo ancora ad altissimo livello.



