Juventus, vittoria a Bologna e svolta in trasferta: Spalletti prepara il 4-2-3-1 e punta alla Champions

La Juventus ritrova certezze lontano da casa e si rilancia nella corsa all’Europa che conta. Il successo di Bologna vale tre punti pesanti per la classifica e, soprattutto, ossigeno per un gruppo che aveva bisogno di risultati per lavorare con serenità sulla nuova identità tattica voluta da Luciano Spalletti. È solo la terza vittoria stagionale in trasferta, ma arriva nello scontro diretto e alimenta fiducia e ambizioni.

Spalletti aveva anticipato l’idea nella conferenza della vigilia: l’obiettivo è traghettare la squadra verso una difesa a quattro, con un 4-2-3-1 (o un 4-3-3) come riferimento stabile, lasciandosi alle spalle l’impianto conservativo ereditato e mantenuto nelle prime settimane dopo il cambio in panchina. Per compiere questo salto, però, servono tempo e uomini. In questo senso, il rientro di Bremer – impiegato per uno spezzone al Dall’Ara – è un segnale incoraggiante, perché restituisce solidità e alternative in un reparto chiave per qualsiasi evoluzione di sistema.

Nel frattempo, i numeri stanno aiutando: cinque vittorie nelle ultime sei partite tra campionato, Champions e Coppa Italia. La sconfitta di Napoli ha fatto rumore, ma è stata assorbita in fretta e non ha frenato la ripartenza. Ora la Juventus vede di nuovo il quarto posto e questo cambia tutto: costruire una rivoluzione tattica con il morale alto è molto diverso rispetto a farlo in un clima di ansia e contestazione.

È difficile, comunque, che la trasformazione sia immediata già contro la Roma: più realistico aspettarsi segnali graduali, magari dopo Natale – nella trasferta di Pisa – o all’inizio del nuovo anno, quando il calendario (dal 3 gennaio con Juve-Lecce) offrirà ulteriori occasioni per consolidare automatismi.

Restano però alcuni nodi tecnici. Jonathan David continua a vivere di alti e bassi e la continuità sotto porta non è ancora quella di un riferimento affidabile. A centrocampo serve più qualità nella giocata e maggiore pulizia nella gestione dei ritmi, mentre Cambiaso ha bisogno di un inquadramento tattico definitivo per diventare davvero centrale nel nuovo progetto.

Le risposte migliori, intanto, arrivano dalla fase difensiva: il reparto sta crescendo e prestazioni come quelle di Kalulu e Kelly aumentano la sensazione che la base sia solida. Entrambi possono diventare pedine importanti anche nel sistema a quattro, con Kalulu potenzialmente impiegato da terzino destro. Davanti, Yildiz resta un fattore anche quando non domina la partita: la giocata decisiva ce l’ha sempre. E Conceição, in un 4-2-3-1, può esaltarsi ancora di più da esterno offensivo puro.

La Juventus, insomma, comincia ad avere basi emotive e tecniche su cui costruire. Il resto dipenderà dal lavoro quotidiano di Spalletti e dalla disponibilità del gruppo ad assorbire nuovi principi. Perché il punto non è il modulo in sé: l’obiettivo è ritrovare un gioco riconoscibile e risultati all’altezza di una squadra che vuole tornare stabilmente a lottare in alto.

Articoli correlati

Commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ultimi articoli