La Juventus ha deciso: Igor Tudor non è più l’allenatore bianconero. L’esonero del tecnico croato è ormai cosa fatta, con l’annuncio ufficiale atteso nelle prossime ore. La decisione è arrivata nella notte dopo la terza sconfitta consecutiva, maturata contro la Lazio, e una serie negativa che ha visto la Juve senza vittorie da oltre un mese e senza gol da quattro partite.
Crisi senza fine: otto gare senza successi
Il cammino della Juventus nelle ultime settimane è stato disastroso. Dopo le sconfitte con Como, Real Madrid e Lazio, la dirigenza ha ritenuto inevitabile la separazione.
In totale, la squadra bianconera non vince da otto partite consecutive, un dato impietoso per un club che aveva iniziato la stagione con l’obiettivo di lottare per lo scudetto e tornare protagonista in Europa.
A pesare sono stati anche i problemi offensivi: nelle ultime quattro gare, la Juve non ha mai trovato la via del gol, segnale di una crisi profonda anche sul piano tattico e mentale.
Brambilla in pole per l’interim
Per la successione di Tudor, la Juventus valuta una soluzione interna. In pole position c’è Massimo Brambilla, attuale allenatore della Next Gen, pronto a traghettare la squadra almeno fino al match di mercoledì contro l’Udinese.
Brambilla, ex tecnico dell’Atalanta Primavera, gode della stima della dirigenza per il lavoro svolto con i giovani e rappresenterebbe una scelta di continuità e stabilità in un momento di emergenza.
Le alternative per il futuro
Parallelamente, la Juventus valuta profili di alto livello per il dopo Tudor.
I nomi più caldi restano quelli di Luciano Spalletti, Roberto Mancini e Raffaele Palladino, mentre resta sotto contratto anche Thiago Motta, che potrebbe essere richiamato in caso di accordo economico favorevole.
La dirigenza bianconera, intanto, si prepara a un periodo di transizione, in attesa di trovare il nuovo allenatore capace di rilanciare il progetto tecnico e restituire alla Juve l’identità perduta.
Le ragioni dell’esonero
Oltre ai risultati negativi, la decisione di separarsi da Tudor è legata anche alla mancanza di chiarezza tattica e alla difficoltà di gestione del gruppo.
Nelle ultime settimane il tecnico croato ha cambiato più volte modulo e uomini, senza però trovare la formula vincente. La squadra è apparsa confusa, senza equilibrio e incapace di reagire nei momenti di difficoltà.



