All’Olimpico finisce 3-3 tra Roma e Juventus, ma per i bianconeri il pareggio vale come un segnale pesante nella corsa Champions: la rimonta prende forma soprattutto grazie all’impatto di chi entra dalla panchina. È il tema su cui insiste Luciano Spalletti, sottolineando come i cambi “abbiano spinto” la squadra nel momento chiave della partita.
Il dato è chiaro: la Juventus continua a trovare risorse decisive dai subentrati, una caratteristica che sta diventando una costante della stagione. Non si tratta solo di energia fresca, ma di giocate che cambiano l’inerzia: ingressi mirati, intensità più alta e presenza negli ultimi metri. Nell’ultimo confronto con la Roma, il contributo dei cambi è stato determinante per riaprire la partita e alimentare la rimonta fino al definitivo 3-3.
Tra i protagonisti citati in queste settimane c’è anche l’impatto di chi è arrivato nel mercato invernale: l’innesto di Boga, ad esempio, viene letto come una soluzione utile per accendere la manovra quando serve strappare e creare superiorità. In più, la Juve sta trovando risposte importanti anche da chi aveva vissuto momenti complicati: Zhegrova, per dire, ha vissuto una “mezza rivincita” personale dopo un errore pesante in Europa, riuscendo a incidere con qualità quando chiamato in causa.
L’effetto panchina, però, non è solo un fatto di nomi: è una tendenza che pesa anche nelle statistiche. I bianconeri sono tra le squadre che raccolgono più punti grazie ai gol dei subentrati, un tesoretto che in questa fase del campionato può fare la differenza nella lotta per un posto in Champions League. E il gol del 3-3, arrivato nel finale (con Gatti decisivo nel recupero), è l’ennesima prova che la Juve resta dentro le partite fino all’ultimo secondo.
La sensazione è che, da qui alla fine, Spalletti possa “pescare” spesso dalla panchina: rotazioni, gestione delle energie e cambi chirurgici possono diventare l’arma in più per restare agganciati al treno Champions.



