La Juventus chiude il 2025 con un segnale importante: vittoria 2-0 a Pisa e continuità dopo gli scontri diretti vinti contro Bologna e Roma. Luciano Spalletti si prende tre punti pesanti, fondamentali per consolidare la corsa Champions e affrontare il 2026 con una base più solida. Il filotto non cancella del tutto la falsa partenza, ma riporta i bianconeri al centro della lotta e riaccende l’ambizione, soprattutto se il mercato di gennaio riuscirà a colmare qualche lacuna.
Vittoria “sporca”, ma pesantissima
A Pisa la Juve ha vinto con maturità, anche soffrendo nei momenti chiave: traversa e palo dei toscani sono stati campanelli d’allarme, ma la squadra ha avuto il merito di restare compatta e colpire quando il match si è aperto. La gestione della partita ha confermato i progressi difensivi visti nelle ultime settimane: una Juve più ordinata, meno fragile, più concreta.
Zhegrova cambia la partita
La svolta arriva dalla panchina e porta una firma precisa: Edon Zhegrova. Il suo ingresso ha cambiato ritmo e inerzia del match, dando alla Juventus quella dose di imprevedibilità che spesso è mancata nella prima parte di stagione. Accelerazioni, uno contro uno, giocate verticali: elementi che hanno allargato la manovra e costretto il Pisa ad abbassarsi.
In una serata non brillante per Yildiz (gol nel recupero ma partita complicata), la capacità di Spalletti di pescare qualità dalla panchina è stata decisiva. Ed è proprio da qui che il tecnico vuole ripartire.
I buoni propositi per il 2026: più coraggio e più qualità
Il messaggio che arriva dalla trasferta di Pisa è chiaro: la Juventus ha messo fondamenta importanti, ma per alzare il livello serve uno step ulteriore. Spalletti chiede più coraggio nelle scelte, più personalità nella gestione del possesso e maggiore creatività negli ultimi 30 metri. Quando la Juve prova ad alzare il baricentro e ad “osare” con continuità, riesce a schiacciare l’avversario e a liberare i suoi talenti dalle marcature sistematiche.
Il mercato può fare la differenza
Per trasformare i progressi in un salto definitivo, non basteranno solo lavoro e idee: servirà anche un intervento della società. Alcune lacune in rosa sono ormai evidenti e gennaio può diventare l’occasione per aggiungere qualità, alternative e soluzioni tattiche. L’obiettivo minimo resta la Champions, ma con una rosa migliorata e più coraggio nel gioco, la Juventus può legittimamente guardare più in alto.
La Juve riparte: dal filotto di vittorie, dalla solidità ritrovata e da un concetto che Spalletti vuole rendere stabile nel 2026 — più qualità, più coraggio, più ambizione.



