La Juventus di Luciano Spalletti è appena agli inizi della sua trasformazione. Dopo tre partite (una vittoria e due pareggi), l’entusiasmo portato dal nuovo tecnico è evidente, ma i numeri raccontano anche quanto la squadra sia ancora in fase di costruzione. Rispetto alla gestione Tudor, la nuova Juve è più propositiva e tecnica: in media, registra 103 passaggi in più a partita, 10 lanci in più e 28 verticalizzazioni aggiuntive, a conferma di un possesso più elaborato e coraggioso.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle palle perse (+7%), segno che la squadra deve ancora adattarsi ai nuovi meccanismi. Ma il cambio di mentalità è chiaro: più controllo, più iniziativa, più responsabilità nel gestire il pallone.
In fase offensiva, la Juve ha prodotto il 45% di giocate in più in area avversaria, con un miglioramento delle conclusioni nello specchio (+33%) e una riduzione dei tiri subiti (-53%). La media gol è leggermente calata rispetto a quella di Tudor, ma la solidità difensiva è cresciuta in modo evidente.
Sul piano dell’intensità, i dati confermano l’impronta di Spalletti: +17% di palloni recuperati e +28% di contrasti vinti. Ora, però, serve concretezza. L’ex ct vuole una squadra affamata e vincente, capace di trasformare il buon gioco in punti. Con lo scudetto e la Champions ancora apertissimi, il tempo per crescere c’è, ma la Juve non può più permettersi passi falsi.



