Donyell Malen è diventato rapidamente un fattore in Serie A dopo l’arrivo alla Roma. Gol, strappi e presenza costante negli ultimi metri: caratteristiche che hanno dato subito una spinta all’attacco giallorosso e che, inevitabilmente, fanno rumore anche altrove.
Soprattutto a Torino, dove la Juventus continua a cercare continuità offensiva e dove ogni profilo capace di portare gol “facili” e attaccare la profondità diventa automaticamente un termine di paragone.
Perché la Juventus non lo ha preso: non è solo una questione di volontà
La domanda è semplice: se Malen era un’opportunità, perché la Juve non ha affondato?
La risposta sta in un mix di fattori:
- Strategia: la Juventus ha preferito tenersi margine di manovra per l’estate, evitando operazioni che vincolassero troppo il budget futuro.
- Formula e garanzie: quando un affare è impostato su prestito con obblighi/condizioni importanti, non basta “provarci”: serve la certezza di poter sostenere costi e ingaggi anche in scenari sportivi diversi.
- Profilo tecnico: Malen è un attaccante dinamico, più da attacco mobile che da “9” classico. Se l’idea bianconera era completare il reparto con un centravanti strutturato, il suo identikit poteva non essere la priorità.
Il tema dell’attaccante: serviva un “9” o un finalizzatore mobile?
Nel dibattito interno (e tra tifosi) il nodo resta questo: la Juve aveva bisogno di un riferimento centrale o di un giocatore capace di creare e trasformare occasioni con continuità?
Malen, per caratteristiche, si colloca a metà: non è un centravanti statico, ma può attaccare l’area, aprire spazi e arrivare in zona gol con tempi da seconda punta/esterno offensivo. Un profilo che, in certi contesti, vale doppio: fa segnare e fa segnare gli altri.
Il confronto economico: tra costi, ingaggio e rischi
Un’operazione di mercato non si misura solo sul rendimento. Conta anche quanto ti costa oggi e quanto ti obbliga domani.
Se una squadra (come la Roma) riesce a strutturare l’affare in modo sostenibile e con una prospettiva chiara, può permettersi di aspettare che il rendimento “copra” l’investimento. La Juventus, invece, può aver valutato l’operazione come troppo vincolante rispetto alle priorità del momento e al bisogno di flessibilità.
Il rimpianto (possibile) e la partita “di stasera”
Quando un giocatore parte forte, il giudizio cambia in fretta: quello che sembrava un rischio diventa un’occasione mancata. E se Malen è anche l’uomo da tenere d’occhio nella gara di giornata, il tema si amplifica: pericoloso oggi, e potenzialmente rimpianto domani.
La verità è che il mercato non è mai solo “prenderlo o non prenderlo”: è scegliere una direzione. E la Juve, su Malen, ha scelto di non legarsi — almeno per ora.



