Una notizia inattesa riaccende una piccola speranza alla Continassa: Arkadiusz Milik è tornato ad allenarsi con il gruppo Juventus. Il centravanti polacco, fuori dai giochi da 553 giorni, prova a rimettersi in carreggiata per tornare a disposizione di Luciano Spalletti il prima possibile.
Milik, l’ultima partita e i tentativi di rientro
L’ultima presenza ufficiale di Milik risale al 25 maggio 2024, in Juventus-Monza. Da allora, il suo percorso è stato una lunga serie di stop e ripartenze: più volte ha provato a rientrare aumentando i carichi, ma ogni volta nuove noie fisiche lo hanno costretto a fermarsi.
Un calvario senza fine: infortuni e ricadute
Negli ultimi mesi il polacco ha affrontato un periodo complicatissimo. Dopo l’infortunio al menisco e l’intervento chirurgico, le difficoltà sono proseguite con problemi muscolari legati alla ripresa dell’attività (DOMS e affaticamenti). A peggiorare la situazione, anche un incidente in palestra che gli ha provocato un nuovo stop, rendendo i tempi di rientro ancora più incerti.
Ora però Milik è tornato a lavorare sul campo insieme ai compagni: un segnale importante, soprattutto dopo settimane senza indicazioni concrete sul suo recupero.
Idoneità medica e nuova chance: cosa cambia per Juve e Spalletti
L’ottenimento dell’idoneità medica dell’11 dicembre rappresenta un punto di svolta: Milik ha finalmente la possibilità di riprovarci con continuità. Detto questo, in casa Juventus nessuno vuole forzare i tempi o creare aspettative eccessive: dopo i precedenti degli ultimi 18 mesi, la prudenza resta massima.
Futuro in bilico, ma un ritorno sarebbe prezioso
Il futuro di Milik alla Juventus resta incerto. L’ultimo rinnovo è stato soprattutto un’operazione utile per ricalcolare i costi a bilancio, anche grazie alla disponibilità del giocatore a rivedere le proprie condizioni economiche.
Dal punto di vista tecnico, non può essere ancora considerato una risorsa “pronta” per Spalletti. Ma se il percorso di recupero dovesse proseguire senza intoppi, il suo ritorno potrebbe offrire alla Juve esperienza e alternative in un reparto offensivo che, tra infortuni e rotazioni, continua a cercare stabilità.



