La nuova Juventus di Damien Comolli cambia strategia. L’amministratore delegato bianconero, grande sostenitore dell’utilizzo dei dati nel calcio, ha rivalutato alcune idee di mercato dopo le analisi dell’algoritmo interno del club. Tra le operazioni accantonate ci sarebbero anche i possibili ritorni in Serie A di Marcelo Brozovic e Franck Kessie, due profili che la Juventus aveva inizialmente valutato per rinforzare il centrocampo.
L’algoritmo che guida le scelte bianconere
Comolli non ha mai nascosto quanto i dati rappresentino un pilastro della sua filosofia gestionale. Fin dal suo arrivo alla Juventus, ha ribadito l’importanza dell’analisi statistica nello scouting e nello sviluppo della squadra:
“La mia ossessione è migliorare ogni singolo giorno. I dati servono ad avere un vantaggio competitivo. Non dobbiamo aver paura di usarli”, ha spiegato il dirigente francese.
Ed è proprio l’algoritmo bianconero ad aver bocciato alcune operazioni che sembravano percorribili. La Juventus aveva infatti monitorato il mercato dell’Arabia Saudita, dove molti ex Serie A – tra cui Brozovic e Kessie – si sono trasferiti nelle ultime due stagioni.
Perché la Juve ha detto no a Brozovic e Kessie
Secondo quanto riportato da Tuttosport, le analisi dei dati avrebbero evidenziato un problema: l’intensità della Saudi Pro League risulta nettamente inferiore rispetto ai ritmi della Serie A.
Tradotto: chi torna dall’Arabia rischia di non essere più competitivo ai livelli richiesti dal calcio italiano.
Brozovic e Kessie, pur essendo giocatori di esperienza e qualità, non verrebbero ritenuti in grado di garantire immediatamente il rendimento necessario nel sistema Juventus. Anche se, dietro la scelta, potrebbe esserci un ulteriore fattore: gli ingaggi altissimi percepiti in Arabia Saudita, difficilmente sostenibili dai club europei.
Ma per ora, ufficialmente, il “no” arriva dall’algoritmo.
Centro campo da rifare: strategie alternative
La Juventus resta comunque alla ricerca di rinforzi in mediana, uno dei reparti più in difficoltà. L’idea è puntare su profili più giovani, più sostenibili economicamente e già abituati a un’intensità simile a quella della Serie A.
La linea è chiara: niente scommesse di ritorno dall’Arabia, largo invece a operazioni futuribili e compatibili con il nuovo corso bianconero.



