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    Juventus ko col Como 0-2, Spalletti duro: “Manca entusiasmo, troppe pressioni. Così non si vince”

    La Juventus non reagisce e, dopo il tonfo europeo contro il Galatasaray, cade anche in Serie A: allo Stadium passa il Como con un secco 0-2. Un ko che pesa non solo per la classifica, ma soprattutto per le sensazioni: squadra fragile, poco lucida e incapace di cambiare inerzia quando la partita si mette male.

    Nel post gara, Luciano Spalletti non nasconde la delusione e punta il dito sul copione che si ripete da settimane. L’allenatore bianconero spiega come l’episodio del primo gol abbia inciso sull’andamento della gara: la Juve va sotto alla prima occasione utile concessa agli avversari e poi fatica a ricostruire. Un problema che, numeri alla mano, sta diventando un’emergenza: per troppe volte i bianconeri hanno incassato gol al primo tiro in porta, segnale di scarsa attenzione e di poca “cattiveria” nei momenti chiave.

    Spalletti allarga però l’analisi anche all’aspetto mentale. Secondo il tecnico, la squadra non sta giocando con la leggerezza e la personalità viste in altre fasi della stagione: “manca entusiasmo” e la pressione sta diventando un freno, perché ogni errore pesa e trascina la Juve in un circolo vizioso di sfiducia. Il Como, con qualità e organizzazione, ne ha approfittato, mettendo in difficoltà i bianconeri soprattutto quando la partita richiedeva lucidità e reazione immediata.

    Nel mirino finisce anche l’episodio legato a Di Gregorio, protagonista in negativo sull’azione che porta allo 0-1. Spalletti, però, non lo scarica: sottolinea che la responsabilità è collettiva e che il portiere è “in linea con i compagni”, evidenziando semmai la superficialità della giocata all’indietro e la necessità di fare scelte più pulite nei momenti delicati.

    Ora la Juve è chiamata a una risposta rapida. All’orizzonte c’è il ritorno del playoff contro il Galatasaray, ma anche la sfida di campionato con la Roma, passaggio cruciale nella corsa alla Champions League. Il messaggio di Spalletti è chiaro: prima di tutto, i bianconeri devono ritrovare convinzione e solidità, perché “il primo avversario” rischia di essere ancora una volta la Juventus stessa.

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