La serata di Bergamo ha lasciato un messaggio chiaro: la Juventus fatica a fare male negli ultimi venti metri, e il problema diventa ancora più evidente quando manca Kenan Yildiz. Nella sfida contro l’Atalanta, i bianconeri hanno avuto fasi di palleggio nella metà campo avversaria, ma senza riuscire a trasformare la manovra in vere occasioni da gol.
Senza Yildiz, meno soluzioni e meno imprevedibilità
Con Yildiz rimasto in panchina e limitato al riscaldamento dopo il fastidio all’adduttore sinistro accusato a Parma, Spalletti ha provato a ridisegnare la squadra per trovare sbocchi offensivi. L’idea iniziale è stata quella di schierare McKennie largo a sinistra, per aprire spazi e favorire gli inserimenti di Thuram. Un piano che, nei primi minuti, ha dato la sensazione di poter creare pericoli, ma che non ha portato a conclusioni realmente decisive.
Le mosse dalla panchina non cambiano l’inerzia
Nel corso della partita il tecnico ha tentato di “strappare” il match con nuove soluzioni, inserendo anche Boga (all’esordio). Tuttavia, neppure l’alternativa pensata per aumentare la qualità nell’ultimo terzo di campo è bastata per alzare il livello di pericolosità dentro l’area avversaria.
Il punto resta lo stesso: la Juve produce gioco, ma fatica a trovare la giocata che spacca la partita, soprattutto quando serve risolvere le cosiddette “gare sporche”.
David e Openda non bastano: serve un centravanti “vero”
In un contesto del genere, David e Openda non sembrano profili in grado di risolvere partite bloccate con episodi e presenza in area. Il canadese ha lasciato un segnale nel primo tempo con una spizzata di testa, ma non è quanto serve alla Juve in questo momento: manca un riferimento offensivo capace di trasformare la manovra in gol anche con pochi palloni giocabili.
Vlahovic rientra a marzo: tempi lunghi e calendario pesante
La Juve, di fatto, può contare su un centravanti puro solo quando tornerà Dusan Vlahovic. Il serbo è rientrato da poco alla Continassa dopo il periodo post operatorio e ha appena iniziato la riatletizzazione: il rientro è previsto a marzo, con la possibilità di tornare disponibile in tempo per l’eventuale ottavo di Champions League.
Ma prima c’è un passaggio decisivo: lo spareggio contro il Galatasaray nei 180 minuti. E nel frattempo, tra campionato e gare da dentro o fuori, la Juventus non può permettersi di aspettare soltanto.
Il dato storico e il nodo offensivo
Negli ultimi trent’anni la Juve ha perso poche volte in Coppa Italia con tre gol di scarto: tra i precedenti, anche due ko pesanti contro l’Inter (1996 e 2016) e le sconfitte più recenti contro l’Atalanta (2019 e 2026). Stavolta, però, più che la fase difensiva, a pesare è stata soprattutto la sterilità offensiva: tanto possesso, poca paura generata agli avversari.
La Juventus deve trovare nuove soluzioni
Il messaggio finale è netto: per la Juve l’unica soluzione non può essere l’attesa di Vlahovic. Spalletti dovrà inventare qualcosa di diverso nelle prossime settimane per aumentare incisività e concretezza negli ultimi metri, soprattutto quando l’imprevedibilità di Yildiz non è disponibile.



