Juventus, Elkann dice no all’offerta di Tether da oltre 1 miliardo: perché Exor ribadisce “il club non è in vendita”

La risposta arrivata dall’orbita Exor è stata rapida e netta: la Juventus non è in vendita. È questo il messaggio fatto filtrare dopo l’offerta presentata da Tether, colosso delle criptovalute e issuer della stablecoin USDT, intenzionato a rilevare il controllo del club bianconero con una proposta interamente in contanti. 

L’offerta di Tether per la Juventus: valore oltre 1 miliardo e OPA

Secondo quanto riportato da fonti finanziarie internazionali, Tether avrebbe messo sul tavolo un’offerta cash per acquisire l’intera partecipazione di Exor (65,4%) nella Juventus, con un prezzo per azione (circa 2,66 euro) che valuterebbe il club oltre 1 miliardo di euro, con un premio rispetto alle quotazioni recenti. 

La strategia, nelle intenzioni, prevederebbe anche un’estensione dell’offerta agli altri azionisti (di fatto un’operazione in stile OPA per arrivare al controllo pieno). 

A rafforzare l’ambizione dell’operazione c’è anche la promessa di nuovi investimenti: l’amministratore delegato Paolo Ardoino ha parlato pubblicamente della disponibilità a immettere risorse importanti per rilanciare la Juve nel medio periodo. 

La replica di Exor: “Juventus non è in vendita”

La posizione della holding della famiglia Agnelli-Elkann, però, non lascia spazio a interpretazioni: Exor non intende cedere il club, secondo fonti vicine alla società. 

Dietro il “no” non c’è solo una valutazione economica. La Juventus è un asset storico e identitario per la proprietà, legato a una tradizione di controllo che risale al 1923: per Exor, al momento, non esisterebbe un contesto in cui aprire un dossier vendita. 

Perché l’offerta non basta: prezzo, asset e controllo

Il punto centrale è che l’offerta, pur molto alta, non cambia la linea strategica: mantenere la governance. Sullo sfondo restano comunque due elementi che alimentano il dibattito:

  • Valutazione e premio: Tether ha messo sul piatto un prezzo per azione superiore al mercato, ma per Exor la Juventus non è un semplice titolo da valorizzare.  
  • Patrimonio e prospettive: stadio e strutture (Continassa, J|Medical, ecc.) vengono spesso citati dagli analisti come fattori che incidono sul valore “reale” del club, oltre la capitalizzazione di Borsa (tema ricorrente nel dibattito italiano).

Tether è già dentro: quota e CdA

La partita, però, non si esaurisce qui. Tether non è un soggetto “esterno”: nel 2025 ha costruito una presenza significativa nella Juventus, arrivando a detenere una quota superiore al 10% e ottenendo rappresentanza nella governance attraverso Francesco Garino, indicato come candidato per il CdA. 

In altre parole: anche senza acquisizione, Tether può continuare a giocare un ruolo da azionista rilevante e potenziale partner.

Scenario: niente vendita, ma possibile partnership

Il messaggio di Exor resta chiaro: niente cessione. Ma questo non esclude che in futuro possano aprirsi canali su:

  • partnership commerciali
  • progetti tecnologici/innovazione
  • iniziative di sponsorship legate alla presenza già consolidata dell’azienda nel club

Per ora, dunque, la “notizia” è una sola: Tether ci prova con un’offerta da oltre 1 miliardo, Elkann/Exor chiudono la porta. Il resto dipenderà da quanto Tether vorrà spingersi oltre come azionista e da quali spazi si creeranno, eventualmente, sul fronte delle collaborazioni.

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