La Juventus perde 0-2 contro il Como all’Allianz Stadium e sprofonda in una crisi sempre più evidente. Decidono le reti di Mergim Vojvoda nel primo tempo e Maxence Caqueret nella ripresa, in una gara che certifica le difficoltà della squadra di Spalletti e rilancia le ambizioni europee dei lombardi.
Juventus-Como 0-2: un ko che pesa in classifica
Per i bianconeri è la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite tra tutte le competizioni. Un dato che fotografa un momento complicato, fatto di poca brillantezza, scarsa incisività offensiva e fragilità mentale. Con questo risultato, la corsa al quarto posto si complica ulteriormente: la Roma può allungare a +4, mentre il pass Champions si allontana.
La Juventus prova a reagire soprattutto nella ripresa, ma crea poco. L’occasione più pericolosa arriva su calcio di punizione di Koopmeiners, che colpisce il palo nel finale. Troppo poco per rimettere in piedi una partita che il Como ha controllato con ordine e personalità.
Como perfetto: pressing, gestione e cinismo
La squadra di Cesc Fabregas interpreta la gara in modo intelligente: pressing organizzato, possesso palla ragionato e ripartenze rapide. Il vantaggio nasce da un errore in costruzione dei bianconeri, sfruttato da Vojvoda. Nella ripresa, con la Juventus sbilanciata alla ricerca del pari, arriva il raddoppio in contropiede firmato Caqueret.
Senza Nico Paz, Fabregas ridisegna l’assetto con pragmatismo e ottiene una vittoria storica a Torino, che mancava da decenni. Il Como non ha bisogno di forzare: una volta avanti, gestisce ritmo e nervi, approfittando della confusione juventina.
Fischi allo Stadium e futuro in bilico
Al triplice fischio, dallo Stadium piovono contestazioni. La Juventus appare stanca, disordinata e poco lucida nelle scelte. Le sostituzioni non cambiano l’inerzia del match e la sensazione è quella di una squadra in difficoltà sia fisica che mentale.
Ora per i bianconeri si apre una fase delicata della stagione: tra campionato e coppe, servirà una svolta immediata per evitare che questa sconfitta contro il Como diventi il simbolo definitivo della crisi.



