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    Juventus, chiesta la grazia per Kalulu a Gravina: perché è difficile e cosa può succedere prima di Juve-Como

    La Juventus prova a giocare d’anticipo anche fuori dal campo. Dopo l’espulsione di Pierre Kalulu nell’ultima partita – arrivata per doppia ammonizione – il club bianconero ha deciso di presentare una richiesta di grazia al presidente della FIGC, Gabriele Gravina. L’obiettivo è chiaro: cancellare o ridurre la squalifica che rischia di toglierlo a Thiago Motta (o comunque allo staff tecnico) in un momento delicato della stagione, a partire dalla prossima sfida contro il Como.

    Perché la Juve chiede la grazia per Kalulu

    In casa Juventus la convinzione è che l’espulsione sia stata eccessiva e che l’episodio rientri in quelle situazioni “controverse” che, almeno in teoria, possono essere valutate in via eccezionale. La richiesta punta a dimostrare che la squalifica deriverebbe da una dinamica poco chiara e, soprattutto, da un provvedimento ritenuto sproporzionato rispetto a quanto accaduto in campo.

    Il nodo principale: grazia e “fatto di campo”

    Il punto però è proprio questo: quando una squalifica nasce da una decisione arbitrale su un’azione di gioco (e quindi da un “fatto di campo”), ottenere una grazia diventa estremamente complicato. La linea generale della giustizia sportiva è evitare di aprire la porta a interventi correttivi su valutazioni tecniche dell’arbitro, per non creare un precedente destinato a far discutere.

    In altre parole, la Juventus può provarci, ma la strada è in salita: una grazia concessa su una doppia ammonizione potrebbe diventare un caso, e spingere altri club a tentare la stessa via in futuro.

    Il precedente Lukaku e perché non è lo stesso caso

    Nel dibattito è tornato anche un precedente celebre: quello di Romelu Lukaku, “graziato” dopo una squalifica arrivata in un contesto particolare. Tuttavia, situazioni del genere sono considerate eccezioni legate a circostanze specifiche e difficili da replicare. Ed è proprio questa differenza a rendere la pratica bianconera meno “solida” rispetto a casi passati: la posizione della FIGC tende a essere prudente quando si parla di episodi direttamente legati alla direzione di gara.

    Cosa succede ora: tempi e scenari

    Nelle prossime ore la Juventus attenderà segnali dalla Federazione, ma le probabilità restano basse. Se la richiesta non venisse accolta, Kalulu sconterebbe regolarmente la squalifica e la Juve sarebbe costretta a riorganizzare la difesa per la gara contro il Como.

    Lo scenario alternativo – una riduzione o un annullamento della squalifica – sarebbe una vittoria sul piano sportivo e comunicativo, ma al momento appare il meno probabile. La sensazione è che la Federazione difficilmente voglia intervenire su un provvedimento nato da un’interpretazione arbitrale.

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