Juve, Tudor “solo” al Bernabeu: il futuro si gioca tra Madrid e Roma

Per Igor Tudor, il ritorno al Santiago Bernabeu ha il sapore di un déjà-vu. Nel maggio 2003, da calciatore, visse la magia della semifinale di Champions tra Real Madrid e Juventus, preludio a una finale storica poi persa a Manchester. Vent’anni dopo, il tecnico croato tornerà nello stesso stadio, ma da protagonista solitario, in panchina, con il peso della crisi bianconera sulle spalle. La Juve non vince da quaranta giorni, e il ko di Como ha acuito i dubbi sul progetto tecnico. A rendere il quadro ancora più complesso, il silenzio della dirigenza: Damien Comolli, futuro amministratore delegato e direttore generale, ha preferito non intervenire nel post-partita, lasciando Tudor a gestire da solo la tempesta.

Una Juve senza voce

Il momento è delicatissimo. Dopo Madrid, la Juve farà visita alla Lazio e solo allora si tireranno le somme. Il rischio è che un altro passo falso possa accelerare la rivoluzione. Tudor paga un’eredità pesante e una squadra costruita a metà, tra vincoli economici e vecchi problemi tattici. La sua avventura, iniziata con fiducia e pragmatismo, rischia di spegnersi in fretta. Il tecnico, che non ha mai completamente scrollato di dosso l’etichetta di “traghettatore”, dovrà aggrapparsi all’orgoglio e alla compattezza del gruppo per rimettere in carreggiata una Juventus in crisi d’identità.

Spalletti, Mancini e Palladino: le alternative

Intanto, la società riflette sul futuro. In cima alla lista dei candidati in caso di esonero c’è Luciano Spalletti, che ha recentemente rifiutato proposte da Arabia e Turchia, ma non chiuderebbe la porta a un ritorno in Serie A sulla panchina bianconera. Alle sue spalle resta in corsa Roberto Mancini, libero dopo l’esperienza in Arabia Saudita e con un legame storico con la Juventus. Più defilato Raffaele Palladino, stimato dal direttore tecnico François Modesto e soluzione economicamente sostenibile. Più complicato il ritorno di Thiago Motta, mentre Edin Terzic, ex tecnico del Borussia Dortmund, rappresenta una suggestione internazionale. Per Tudor, però, non è ancora finita: al Bernabeu giocherà la partita più difficile, da solo ma con tutto da dimostrare.

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