La Juventus entra nel momento più delicato della stagione con una lista infortuni che costringe Luciano Spalletti a una rivoluzione tattica. Oggi sarà il giorno zero per Dusan Vlahovic e Federico Gatti, entrambi attesi sotto i ferri all’estero: il serbo verrà operato a Londra per la lesione di alto grado all’adduttore e tornerà solo a marzo, mentre il difensore si sottoporrà a intervento a Nantes per la lesione del menisco mediale, con rientro atteso tra 30-45 giorni.
La Juve, che domenica affronterà il Napoli al Maradona, si presenterà con sei assenze pesanti: oltre ai due operati, mancheranno anche Bremer, Rugani, Pinsoglio e Milik. Un’emergenza che impone a Spalletti di rivedere in fretta la struttura della squadra, puntando su soluzioni alternative e facendo «di necessità virtù».
L’infortunio di Vlahovic ha portato alla scelta dell’operazione per ridurre i rischi di ricadute, mentre Gatti volerà in Francia per affidarsi allo stesso specialista che ha curato Bremer. Con entrambi fuori dai giochi, la tenuta difensiva diventa la principale criticità.
Vista l’indisponibilità anche di Bremer e Rugani, la difesa a tre rischia di non essere più sostenibile. Spalletti sta quindi accelerando il passaggio alla linea a quattro, già provata in costruzione negli ultimi incontri. Kelly e Koopmeiners sarebbero i centrali, mentre Kalulu, Cambiaso e Cabal verrebbero impiegati da terzini, con McKennie pronto ad adattarsi ovunque. Una metamorfosi nata dall’emergenza, ma che potrebbe diventare una scelta stabile già nelle prossime settimane.
La nuova Juventus di Spalletti prende forma proprio adesso, in mezzo alle difficoltà. E dovrà farlo senza Gatti e Vlahovic, almeno per un bel po’, aspettandoli sulla strada del ritorno.



