Il passaggio da Thiago Motta a Igor Tudor sembrava l’inizio di una nuova era, ma l’avvio di stagione racconta una storia diversa: risultati simili, difficoltà simili, e un’identità ancora tutta da costruire.
Dopo cinque partite ufficiali, la Juventus si ritrova con lo stesso bilancio complessivo della passata stagione: tre vittorie e due pareggi. In Serie A i bianconeri hanno un punto in più rispetto a un anno fa, ma il pari di Verona ha riportato alla mente i vecchi fantasmi di Empoli. Anche le vittorie, come quella rocambolesca contro il Borussia Dortmund, hanno ricordato più la casualità che la solidità di una squadra da scudetto.
I problemi tattici
Rispetto a Motta, Tudor ha introdotto la difesa a tre e un gioco più verticale. Tuttavia, la Juve fatica ancora a costruire azioni pericolose in area avversaria: dei 12 gol segnati finora, solo due sono arrivati su azione manovrata in area, mentre gli altri derivano da tiri da fuori, palle inattive o ripartenze. In difesa, dopo un buon avvio, sono riemerse falle strutturali e disattenzioni individuali.
Il centrocampo e i Singoli
il centrocampo resta il vero tallone d’Achille: Thuram garantisce fisicità ma perde troppi palloni, Locatelli alterna buone e cattive prestazioni, mentre Koopmeiners è il grande punto interrogativo. L’olandese, atteso come leader tecnico, continua a deludere. Vlahovic resta incostante, Yildiz e Adzic vengono visti come possibili nuove scintille, ma senza certezze.
Criticità da gestire
Il modulo di Tudor richiede esterni di alto livello, ma Kalulu, Cambiaso e Joao Mario non stanno convincendo. L’allenatore potrebbe trarre beneficio da un cambio modulo, ma resta fedele al 3-4-2-1, cercando di puntare più sulla solidità difensiva che sulla qualità offensiva.Il confronto con le rivali è impietoso: Inter, Milan e Napoli hanno alzato il tasso tecnico con nuovi innesti, mentre la Juve continua a fare fatica a trovare un leader in grado di accendere la luce. L’obiettivo minimo resta il quarto posto, ma il rischio è che diventi anche l’unico traguardo realistico.



