Un legame che il tempo non scalfisce. Joao Pedro, ex capitano e simbolo del Cagliari, si è raccontato in una lunga intervista a L’Unione Sarda, parlando del suo amore per la Sardegna, dei rimpianti di carriera e del desiderio di tornare un giorno a Cagliari, anche “di nascosto”, per rivivere le emozioni vissute con la maglia rossoblù.
Il legame con Cagliari
“Non posso non tornare” ha detto Joao Pedro, spiegando di considerare la città la sua seconda casa. La famiglia continua a vivere in un’atmosfera italiana grazie alla moglie Alessandra e ai figli, e il richiamo della Sardegna resta fortissimo. L’ex capitano ha già immaginato il suo ritorno: un caffè in Piazza Yenne e poi allo stadio, “nascosto, senza farmi vedere”, per riabbracciare i ricordi.
La carriera e i rimpianti
Dopo gli anni in Messico e al Fenerbahce, Joao Pedro non si pente delle scelte fatte: “Non mi piace pentirmi se un’esperienza non va bene. Era la decisione giusta in quel momento”. Ha ricordato con orgoglio la convocazione in Nazionale, definendola il coronamento di un sogno. Ha poi svelato il mancato ritorno in Italia con la Salernitana, contratto firmato ma saltato all’ultimo, ammettendo che in quel periodo era vicino al ritiro: “Mi ha salvato mia moglie, mi ha dato la forza di ricominciare”.
L’amarezza di Venezia
Non poteva mancare il ricordo dell’episodio che ancora oggi lo tormenta: l’errore decisivo a Venezia nella stagione della retrocessione. “È come un match point mancato da Sinner – ha spiegato –. Un gol può cambiare il destino”. Nonostante l’amarezza, Joao Pedro ha riconosciuto i meriti del Cagliari, capace di risorgere con una Serie B “pazzesca” culminata nel gol di Pavoletti al 94’.
L’elogio a Pisacane
Infine, parole al miele per Fabio Pisacane, oggi tecnico della Primavera rossoblù: “È un ragazzo perbene, un gran lavoratore e uno che studia calcio. Non mi sorprende vederlo in panchina, si merita tutto il meglio”.
Un’intervista che conferma quanto Joao Pedro sia ancora profondamente legato a Cagliari, al punto da sognare un ritorno silenzioso sugli spalti, da tifoso vero.



