Si ispira a Baggio e Pirlo e ha scelto la maglia numero 30 seguendo le orme di Messi. Ardon Jashari, insomma, non è un tipo da basso profilo: personalità forte, convinzioni chiare e la determinazione che in estate lo ha portato a forzare la mano con il Bruges pur di approdare al Milan. Le premesse erano altissime, ma il suo percorso si è interrotto quasi subito. Nessuna colpa, solo sfortuna: in allenamento uno scontro con Gimenez gli ha causato la frattura composta del perone destro. Due mesi di stop, nove partite saltate e un inserimento completamente congelato. Il rientro tra i convocati è avvenuto a inizio novembre per la gara con la Roma, ma finora Jashari ha totalizzato appena 40 minuti: 16 in campionato con la Cremonese e 24 in Coppa Italia contro il Bari.
Ora, però, la sua ora è arrivata. Nella sfida di Coppa Italia contro la Lazio, Allegri intende concedergli spazio e valutare se lanciarlo dal primo minuto o inserirlo a gara in corso. Jashari vuole riprendersi ciò che l’infortunio gli ha tolto: un ruolo importante all’interno di un reparto già ricco, ma che ha bisogno di alternative affidabili. Con un cartellino costato 34 milioni più bonus, il centrocampista svizzero non può essere una comparsa. E contro la Lazio potrà finalmente dimostrare perché il Milan ha investito così tanto su di lui.



