Il tema è chiaro e supportato dai numeri: nel 2026 Jannik Sinner sta faticando a convertire le palle break. Un dato insolito per uno dei giocatori più solidi del circuito nei momenti chiave. Dopo la sconfitta contro Jakub Mensik all’ATP 500 di Doha, l’attenzione si è concentrata proprio su questo aspetto del suo rendimento.
Solo 34% di palle break convertite nel 2026
Nei primi tornei della stagione 2026, Sinner ha trasformato appena il 34% delle palle break a disposizione (31 su 91). Una percentuale sensibilmente più bassa rispetto agli standard a cui aveva abituato negli ultimi anni.
Per fare un confronto:
- 2025: 44,6% di conversione
- 2024: 42,3%
- 2023: 41,9%
Il calo è evidente e rappresenta uno degli indicatori principali di questo inizio di stagione altalenante.
Il match con Mensik: occasioni mancate nei momenti decisivi
Contro Mensik, nei quarti di finale di Doha, il problema si è ripresentato. Nel primo set Sinner non è riuscito a sfruttare le quattro palle break avute a disposizione, tutte concentrate in un singolo game in cui era avanti 0-40.
Nel secondo set, invece, ha convertito entrambe le occasioni avute, dimostrando che il potenziale resta intatto. Tuttavia, nel set decisivo non è riuscito a capitalizzare l’unica chance per controbrekkare immediatamente l’avversario.
Va detto che Mensik ha servito a oltre 210 km/h di media, rendendo complesso strappare il servizio. Ma è altrettanto vero che Sinner, negli ultimi anni, aveva costruito molte delle sue vittorie proprio sulla capacità di essere implacabile nei momenti cruciali.
Una tendenza già vista agli Australian Open
Il dato non nasce a Doha. Anche agli Australian Open si erano intravisti segnali simili. Nella semifinale contro Novak Djokovic, Sinner aveva mancato ben 16 palle break complessive, otto delle quali nel quinto set.
Un’anomalia per un giocatore che aveva fatto della gestione della pressione uno dei suoi punti di forza principali.
Calo momentaneo o fase di transizione?
Le statistiche raccontano una difficoltà evidente, ma il contesto suggerisce prudenza nei giudizi. Sinner e il suo team stanno lavorando su alcune variazioni tecniche e tattiche del suo gioco, e fasi di adattamento possono incidere anche sull’efficacia nei punti decisivi.
Inoltre, i margini restano altissimi. La qualità in risposta, l’intensità da fondo e la solidità mentale non sono improvvisamente scomparse: semplicemente, in questo inizio 2026, nei momenti chiave qualcosa non sta girando come negli anni migliori.
Sinner e la gestione dei momenti chiave
Nel tennis moderno, la percentuale di conversione delle palle break è uno degli indicatori più significativi per valutare la tenuta mentale e l’efficacia nei punti ad alta pressione. Un 34% per un top player è un dato sotto la media, ma non irreversibile.
Per un campione come Sinner, la storia recente suggerisce che si tratti più di una fase che di un problema strutturale. I numeri attuali segnalano una flessione, ma la stagione è lunga e le percentuali possono cambiare rapidamente con una o due settimane di grande rendimento.
Il 2026 è appena iniziato: la risposta, come sempre, arriverà dal campo



