L’Italia si prepara alla sfida contro la Norvegia con una sola certezza: servirebbe un miracolo sportivo per centrare la qualificazione diretta al Mondiale 2026. Gli azzurri dovrebbero infatti vincere con 9 gol di scarto, un risultato impossibile anche per i tifosi più ottimisti. Eppure Gennaro Gattuso vuole chiudere al meglio il girone e ottenere la sesta vittoria consecutiva da quando siede sulla panchina azzurra.
Per farlo, il commissario tecnico ha deciso di rivoluzionare completamente la formazione: contro la capolista Norvegia sarà 3-5-2, con dieci o undici giocatori nuovi rispetto alla gara vinta in extremis contro la Moldova.
Italia-Norvegia, la probabile formazione: difesa a tre e tante novità
In porta torna Gianluigi Donnarumma, completamente recuperato. Davanti a lui spazio a una difesa inedita:
- Di Lorenzo sul centrodestra,
- Bastoni centrale,
- Calafiori sul centrosinistra.
Se il difensore dell’Arsenal non dovesse farcela, il suo posto verrebbe preso da un altro mancino di ruolo, con Mancini pronto a scalare al centro. In alternativa, viste alcune noie muscolari anche per Calafiori, potrebbe trovare spazio Buongiorno.
Centrocampo e attacco: Politano e Dimarco sugli esterni, Retegui-Esposito davanti
A centrocampo non ci sono dubbi:
- Politano e Dimarco agiranno da quinti,
- in mezzo spazio al trio Locatelli–Barella–Frattesi.
In attacco conferma per Retegui, affiancato dal giovane Pio Esposito, una delle note più liete del nuovo ciclo.
Una rivoluzione obbligata
La scelta di cambiare così tanto non è solo tattica: tra stanchezza, infortuni e necessità di valutare un gruppo allargato, Gattuso punta su un turnover massiccio. Con Calafiori in campo, la formazione sarebbe totalmente diversa rispetto a quella di Chisinau; senza di lui, cambierebbero comunque dieci undicesimi.
La qualificazione diretta appare sfumata, ma l’obiettivo della Nazionale è chiaro: chiudere bene il girone e arrivare agli spareggi di marzo con fiducia e identità



