L’Italia continua a rincorrere la qualificazione ai Mondiali 2026, ma lo scenario si complica. Nemmeno quattro successi consecutivi, incluso lo scontro diretto con la Norvegia del 16 novembre a Milano, garantirebbero il pass diretto: tutto dipende da un passo falso degli scandinavi, magari già nella sfida con Israele dell’11 ottobre. A Oslo però sarà complicato, soprattutto con Haaland in piena forma.
L’incubo spareggi
La differenza reti (+21 per la Norvegia contro il +5 azzurro) ha ormai tagliato fuori l’Italia da ogni calcolo. La strada più probabile è quindi quella dei playoff, un percorso che evoca fantasmi recenti: l’eliminazione con la Svezia nel 2017 e il crollo con la Macedonia del Nord nel 2022 sono ferite ancora aperte.
Avversarie possibili
Non solo piccoli ostacoli. Ai playoff finiranno le 12 seconde dei gironi e 4 squadre dalla Nations League. La Slovacchia, rinvigorita dal successo sulla Germania, è una delle possibili rivali. Per l’Italia, quasi certa testa di serie, la semifinale dovrebbe essere contro una selezione di quarta fascia (come Svezia, Irlanda del Nord, Moldova o San Marino). La vera insidia arriverebbe però dalla finale: Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Scozia, Grecia e altre nazionali di buon livello restano minacce concrete.
Il rischio storico
Dal 2006 in poi, i Mondiali sono diventati un tabù per gli Azzurri: due eliminazioni al primo turno e due mancate qualificazioni consecutive. Per tornare nella competizione più importante, non basta vincere: servirà anche superare paure e un cammino a eliminazione diretta che rischia di trasformarsi in un altro incubo.



