L’Europeo appena concluso ha segnato la fine dell’era Pozzecco e l’inizio di una nuova pagina per la Nazionale italiana di basket. In attesa dell’investitura ufficiale di Luca Banchi come nuovo CT, l’Italia guarda al futuro puntando su un mix di esperienza e talento emergente, con l’orizzonte fissato tra Mondiale 2027 e Olimpiadi 2028.
I leader che restano
Tre sono i punti fermi da cui ripartire. Simone Fontecchio, nel pieno della maturità a 29 anni, pronto a guidare la squadra verso nuove sfide internazionali. Nicolò Melli, capitano e simbolo, che sogna di chiudere la carriera olimpica a Los Angeles nel 2028, anche se a 37 anni restano incognite legate alla tenuta fisica. E poi Alessandro Pajola, 25 anni, che con il suo ruolo e la sua leadership è indicato come naturale erede dello stesso Melli.
Le nuove certezze
Accanto ai senatori si affacciano tre giovani già protagonisti. Momo Diouf, 24 anni e 35 presenze in azzurro, destinato a diventare il centro del futuro. Saliou Niang, rivelazione dell’estate e nuovo volto della Virtus Bologna, che dovrà confermarsi anche in Nazionale. Infine Matteo Spagnolo, titolare all’Europeo e ormai pronto a fare lo step definitivo, sulle orme del percorso di Fontecchio.
Chi esce e chi può rientrare
Salutato con onore Danilo Gallinari, il nuovo corso deve sciogliere nodi importanti. Marco Spissu, legato al ciclo Pozzecco, potrebbe vedere ridotto il suo spazio, mentre Thompson non si è dimostrato imprescindibile. Nel breve termine invece tornerà Stefano Tonut, dopo i problemi fisici. In ottica futura occhio anche a Donte DiVincenzo, che dopo l’infortunio resta un nome da tenere in considerazione per le prossime finestre.
Non mancano le esclusioni eccellenti: Nico Mannion, rilanciato a Milano, e Gabriele Procida, finito ai margini nonostante il talento. Da valutare anche Amedeo Della Valle, ancora competitivo ma fuori dai piani recenti.
L’onda verde
Il futuro più lontano parla la lingua dei giovanissimi. Dal gruppo Under 20 campione d’Europa con Francesco Ferrari, fino alla generazione 2006-2007 con nomi come Dame Sarr, già in orbita azzurra, Suigo, Garavaglia e Lonati, tutti prospetti seguiti con grande attenzione.
È chiaro che il percorso sarà lungo e non privo di incognite, ma l’Italia può guardare con fiducia al domani. Fisico, talento e freschezza sono le parole chiave del nuovo ciclo, con l’obiettivo di crescere passo dopo passo fino a ritagliarsi un ruolo da protagonista a livello mondiale.



