Svezia il pericolo maggiore, Romania e Macedonia più abbordabili
L’Italia di Rino Gattuso si prepara alla semifinale dei playoff Mondiali di marzo con un obiettivo chiaro: evitare un nuovo incubo come quelli del 2017 e del 2022. Le possibili rivali sulla strada degli Azzurri sono quattro – Svezia, Romania, Macedonia del Nord e Irlanda del Nord – e, almeno sulla carta, nessuna di queste rappresenta un ostacolo insuperabile. Ma alcune, più di altre, nascondono insidie da non sottovalutare.
Svezia: il vero pericolo dei playoff
La squadra più temuta è senza dubbio la Svezia. Nonostante un girone disastroso (zero vittorie, solo due pareggi e ben quattro sconfitte), gli scandinavi restano avversari da evitare. Il motivo? La qualità offensiva.
Alexander Isak, pagato 125 milioni dal Liverpool, e Viktor Gyokeres, arrivato all’Arsenal per 63 milioni, formano una delle coppie d’attacco più forti d’Europa.
Il nuovo ct Graham Potter è subentrato dopo l’esonero di Tomasson e sta lavorando per rilanciare un gruppo ricco di talento: Kulusevski, Lindelof, Holm, Elanga e i giovani Bardghji (ora al Barcellona) e Bergvall. Una squadra che può ritrovarsi da un momento all’altro. Meglio evitarla.
Romania: talento ridotto, ma attenzione a Lucescu
La Romania è guidata dall’80enne Mircea Lucescu, che diventerebbe il ct più anziano di sempre a un Mondiale. Il suo gruppo non fa paura come ai tempi di Hagi, ma resta una squadra solida.
Terza nel suo girone dietro Austria e Bosnia, la Romania ha segnato 19 gol, ma 12 solo contro San Marino. L’attacco è modesto, mentre a centrocampo brillano Ianis Hagi, Marin e Man.
Un avversario alla portata, ma da prendere con le pinze.
Macedonia del Nord: tra ricordi amari e incostanze
La Macedonia del Nord evoca ferite ancora aperte: lo 0-1 di Palermo che ci costò il Mondiale 2022. Ma oggi è una squadra estremamente incostante.
Terza nel girone dietro Belgio e Galles, è reduce da un clamoroso 7-1 subito proprio dai gallesi.
Elmas resta il leader tecnico, mentre Trajkovski – l’autore del gol che eliminò l’Italia – è ancora nel gruppo. Sulla carta alla portata, ma con un passato che invita alla massima prudenza.
Irlanda del Nord: intensità britannica, talento limitato
È l’avversaria più debole tra le quattro e quella che nel ranking Fifa è piazzata peggio. Ha concluso il suo girone dietro Germania e Slovacchia, ma con sconfitte di misura.
Giocatori di Premier ne ha pochissimi: l’unico vero nome di spicco è Conor Bradley del Liverpool.
Valida per intensità e spirito battagliero, ma tecnicamente l’Italia è superiore.
L’Italia sarebbe favorita contro tutte le possibili avversarie. Ma l’unica squadra davvero da evitare è la Svezia, dotata di talento e potenzialità assai superiori alle altre.
Qualunque sarà la rivale del 26 marzo, gli Azzurri dovranno presentarsi concentrati: dopo due Mondiali saltati, non esiste margine d’errore.



