Per la terza volta consecutiva l’Italia si ritrova a giocarsi il Mondiale attraverso i playoff. Una situazione ormai ricorrente e paradossale per una Nazionale quattro volte campione del mondo, che non partecipa a una Coppa del Mondo dal 2014. La generazione azzurra nata dopo il 1992 non ha ancora mai vissuto un Mondiale da protagonista: Perin, De Sciglio e Verratti sono stati gli ultimi italiani a partecipare alla competizione, nel 2014.
Con Gattuso chiamato a ribaltare una situazione critica e con un nuovo playoff alle porte, la domanda è inevitabile: questa Italia è più forte delle versioni eliminate nel 2017 e 2022?
Ecco il confronto completo.
L’Italia di Ventura (2017): esperienza, ma un attacco sterile
Nel 2017 l’Italia di Giampiero Ventura venne eliminata dalla Svezia nel doppio confronto (1-0, 0-0), mancando l’accesso a Russia 2018.
Quella squadra aveva un nucleo storico di grande esperienza: Buffon, la BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini), De Rossi e Florenzi. Jorginho era in rampa di lancio, ma il vero limite era l’attacco: Belotti e Immobile, protagonisti in Serie A, non riuscirono mai a incidere in azzurro nel momento decisivo.
La formazione del 13 novembre 2017 (San Siro):
3-5-2: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, Jorginho, Florenzi, Darmian; Immobile, Gabbiadini.
Una squadra solida ma prevedibile, incapace di segnare un gol in 180 minuti contro una Svezia tutt’altro che irresistibile.
L’Italia di Mancini (2022): da campione d’Europa a eliminata dalla Macedonia
Il fallimento di Palermo contro la Macedonia del Nord resta una delle pagine più dolorose della storia azzurra.
Solo 256 giorni prima, l’Italia aveva trionfato a Wembley vincendo l’Europeo. Ma a Palermo mancavano pedine fondamentali: Chiesa, Spinazzola, Di Lorenzo, Locatelli positivo al Covid e una difesa con Bonucci e Chiellini non al meglio.
Nonostante ciò, 10/11 titolari erano gli stessi dell’Europeo.
Formazione del 24 marzo 2022:
4-3-3: Donnarumma; Florenzi, Mancini, Bastoni, Emerson; Barella, Jorginho, Verratti; Berardi, Immobile, Insigne.
Un dominio sterile, tante occasioni sprecate e il gelo del gol di Trajkovski al 92’.
L’Italia di Gattuso (2025): talento, fisicità e tanta incertezza
La Nazionale attuale è un cantiere aperto. Gattuso ha portato entusiasmo, aggressività e nuove idee, ma anche lui ha dovuto fare i conti con assenze pesanti e una squadra ancora alla ricerca di identità.
Contro la Norvegia a San Siro il c.t. ha gestito i diffidati e cambiato modulo, ma in vista dei playoff la base sembra questa:
Possibile Italia ai playoff:
4-2-4: Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori, Dimarco; Tonali, Barella; Politano/Orsolini/Zaccagni; Retegui, Kean.
Resta il nodo più grande: la presenza o meno di Federico Chiesa, che potrebbe rientrare a marzo.
Questa Italia è certamente più dinamica e fisica delle versioni Ventura/Mancini, ma ha meno esperienza nelle partite decisive. E i recenti crolli nei playoff pesano come un macigno psicologico.
Conclusione: oggi siamo più forti?
✔ Rispetto al 2017: sì, tecnicamente e atleticamente l’Italia è superiore.
✔ Rispetto al 2022: il talento è simile, ma manca l’esperienza dei veterani del gruppo Euro 2020.
❗ Il vero gap non è nei nomi, ma nella mentalità.
Per evitare un terzo fallimento consecutivo servirà più che mai una squadra feroce, concentrata e lucida. Gattuso dovrà trasformare un gruppo giovane in un blocco granitico. Il destino Mondiale dell’Italia passa da qui.



