Marcus Thuram parte dalla panchina nell’andata della semifinale di Coppa Italia e la scelta dell’Inter fa rumore: non è solo una gestione in vista del derby, ma anche un segnale chiaro al francese dopo un periodo complicato sotto porta. Il dato pesa: un solo gol nelle ultime 13 partite, troppo poco per un attaccante chiamato a fare la differenza.
Per la sfida di Coppa Italia, l’Inter cambia assetto offensivo: Davide Frattesi viene schierato dal primo minuto in una posizione più avanzata, a supporto di Pio Esposito. Una soluzione dettata anche dalle assenze e dalla necessità di trovare nuove energie, ma che racconta soprattutto un momento delicato per Thuram, finito al centro delle discussioni dopo alcune prestazioni opache.
Il rendimento recente del numero 9 nerazzurro ricorda, per certi versi, quello dell’anno precedente: avvio forte, poi una fase di “digiuno” e difficoltà nel ritrovare continuità. In campionato, il bilancio degli ultimi mesi è stato inferiore alle aspettative, e il ballottaggio per una maglia da titolare è diventato sempre più serrato.
La decisione di iniziare senza Thuram ha quindi un doppio obiettivo: preservarlo fisicamente in vista degli impegni ravvicinati e, allo stesso tempo, stimolarlo a reagire. Anche perché, nel reparto offensivo, alcune gerarchie stanno cambiando: Lautaro Martinez resta un punto fermo e la crescita di Pio Esposito sta aprendo nuove opzioni, mentre in panchina c’è sempre un’alternativa pronta a dare minuti e intensità.
Il derby all’orizzonte rende tutto ancora più significativo. L’Inter ha bisogno del miglior Thuram, quello capace di incidere con strappi, profondità e freddezza in area. La panchina in Coppa Italia, allora, diventa una prova di maturità: trasformare la scelta tecnica in motivazione e tornare decisivo quando conta di più.



