MILANO – 26 ottobre 2025
Maurizio Mariani torna al centro delle polemiche. L’arbitro romano, già protagonista di episodi controversi in passato, è finito nuovamente sotto accusa dopo il rigore concesso al Napoli per un contatto minimo tra Mkhitaryan e Di Lorenzo. Una decisione che ha diviso tifosi e addetti ai lavori, sia per la lieve entità del fallo che per la tempistica dell’assegnazione: il fischio è arrivato dopo appena otto secondi dall’episodio e su segnalazione del guardalinee, posizionato a circa trenta metri di distanza.
Ma per chi segue da vicino la Serie A, la scena non è nuova. Lo stesso Mariani, meno di un anno fa, aveva scatenato identiche proteste per un rigore concesso all’Inter, sempre contro il Napoli, nella sfida di San Siro del 10 novembre 2024.
Il precedente di Inter-Napoli 2024: il rigore ad Anguissa su Dumfries
Nella gara disputata a San Siro nel novembre 2024, il direttore di gara assegnò un rigore all’Inter per un contatto molto leggero tra Anguissa e Dumfries. Anche in quell’occasione, il VAR non intervenne come da protocollo, lasciando piena discrezionalità all’arbitro nel valutare l’intensità del contatto.
L’episodio fece infuriare Antonio Conte e il presidente Aurelio De Laurentiis, che protestarono duramente nel post partita.
Conte, allora tecnico del Napoli, si lasciò andare a uno sfogo molto duro:
“Se c’è un errore, il VAR deve intervenire. Non può farlo solo quando conviene. Il rigore era un errore clamoroso che ha cambiato la partita. Così si perdono fiducia e credibilità.”
Le sue parole divennero un simbolo delle tensioni di quel periodo e del malcontento del Napoli nei confronti della direzione arbitrale di Mariani.
Il parere dell’AIA e la linea sui rigori leggeri
All’interno dell’AIA, le decisioni di Mariani non passarono inosservate. L’allora Responsabile del Settore Tecnico Arbitrale, Antonio Damato, commentò così:
“È un fallo leggero, sotto lo standard dei rigori che vorremmo vedere concessi, ma non è inventato. L’arbitro ha visto la dinamica con chiarezza.”
Qualche settimana più tardi intervenne anche il designatore degli arbitri, Gianluca Rocchi, per chiarire la linea ufficiale sui cosiddetti “rigorini”:
“Stiamo cercando di ridurre questo tipo di rigori. È importante fischiare solo quando c’è un contatto rilevante che possa davvero influenzare il risultato. Dico sempre ai miei arbitri che quando la sensazione è netta, allora si può concedere.”
Una direttiva chiara, ma che evidentemente non è stata seguita da Mariani, visto il ripetersi di situazioni simili anche nella stagione successiva.
Mariani sotto osservazione dopo Inter-Napoli
Dopo le polemiche del 2024, l’arbitro di Aprilia riuscì a evitare il declassamento in Serie B, venendo impiegato come VAR e AVAR in due gare di Serie A nel weekend successivo.
Ora, con un nuovo episodio che riaccende le discussioni, resta da capire come reagirà il designatore Rocchi. La prossima settimana è previsto un turno infrasettimanale e, nelle prossime ore, si saprà se Mariani sarà confermato nelle designazioni o se verrà fermato per un periodo di riflessione tecnica.
Il tema dei “rigorini” e la necessità di uniformità
Due episodi, un solo protagonista. Nel 2024 per un rigore su Dumfries, nel 2025 per un contatto su Di Lorenzo, Maurizio Mariani si ritrova ancora una volta al centro del dibattito arbitrale in Serie A.
Il suo metro di giudizio, spesso considerato troppo permissivo nella valutazione dei contatti, riaccende il dibattito sui limiti di intervento del VAR e sulla necessità di una maggiore uniformità nelle decisioni arbitrali.
In attesa delle decisioni ufficiali dell’AIA, una cosa è certa: il nome di Maurizio Mariani continua a dividere il mondo del calcio italiano e a tenere vivo il dibattito sulla qualità della direzione di gara in Serie A.



