Punizioni, corner, rigori: da ferma, l’Inter segna in tutti i modi. Lo schema perfetto che ha portato al gol di Zielinski contro il Verona è solo l’ultima dimostrazione di una macchina tattica sempre più precisa e pericolosa. A disegnare questa “arte silenziosa” è Angelo Palombo, assistente tecnico di Cristian Chivu e uomo chiave nella preparazione delle palle inattive. Dopo la vittoria al Bentegodi, i sorrisi e gli abbracci nello staff nerazzurro erano tutti per lui.La firma di Palombo“
È merito di Angelo e di tutto lo staff — ha ammesso Chivu nel dopo gara —. Quando abbiamo provato questi schemi, avevo detto di stare attenti, temevo un contropiede… E invece guarda com’è finita!”.
Il riferimento è allo splendido schema che ha sbloccato la partita contro l’Hellas: tocco dolce di Calhanoglu su punizione e missile di Zielinski all’incrocio. Una rete provata e riprovata ad Appiano Gentile, frutto di settimane di lavoro coordinato.
Dalla prima all’ultima: un filo che lega la stagione
Il dato parla chiaro: quello di Zielinski è il nono gol stagionale dell’Inter nato da palla ferma. Il primo era arrivato addirittura all’esordio in Serie A, quando Bastoni aveva sbloccato la sfida col Torino su corner.
Nel mezzo, tante variazioni sul tema: i tre rigori impeccabili di Calhanoglu, la rete di Dumfries a Bruxelles, la doppietta di Thuram ad Amsterdam e quella da urlo all’Allianz contro la Juve. Tutti frutti di una strategia studiata, dove precisione e potenza si fondono.
Un’arma da scudetto
La forza dell’Inter, oggi, non è solo nella qualità dei singoli o nella fluidità di gioco, ma anche nella capacità di trasformare ogni calcio piazzato in un’occasione da gol. Un’arma che può davvero fare la differenza nella corsa al titolo: con il Napoli davanti di appena un punto, ogni dettaglio diventa decisivo. E Chivu, insieme al suo staff, sa bene che in un campionato così equilibrato, anche una punizione o un corner possono valere uno scudetto.



